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Arrivavano da Canada, Argentina, Messico, Cina, Tailandia, Indonesia e Bangladesh gli studenti che sedevano questa mattina nella Sala dell'VIII Centenario, nel Rettorato dell'Alma Mater, durante la presentazione delle prime lauree del corso di laurea magistrale in Horticultural Sciences. E l'elenco dei paesi non finisce qui: vanno aggiunti anche Honduras, Brasile e Pakistan. Il corso, biennale e interamente in inglese, conclude il suo primo ciclo e i diciotto studenti stranieri che lo hanno seguito proprio oggi vedranno il traguardo della laurea con una cerimonia alla Facoltà di Agraria.

Questa speciale laurea magistrale nasce nell'ambito del progetto Erasmus mundus e coinvolge oltre all'Alma Mater altri due atenei: la tedesca Technical University of Munich e l'austriaca University for Natural Resources and Applied Life Sciences of Vienna. Tre sedi che storicamente hanno sviluppato studi nell'ambito della frutticoltura all'interno delle quali gli studenti hanno occasione di frequentare gli insegnamenti del corso di laurea. Se infatti il semestre di partenza del corso si tiene a Bologna, i due successivi sono svolti prima in Germania e poi in Austria. La sede dell'ultimo semestre, dedicato alla stesura della tesi, è a scelta degli studenti, a seconda dell'ateneo che tratta più da vicino il tema che si è scelto di approfondire. Infine il ritorno a Bologna per conseguire il titolo di laurea.

Partito nell'anno accademico 2008-2009, dopo aver vinto nel 2007 il bando Erasmus mundus, il corso in Horticultural Sciences sta per avviare il suo terzo ciclo di studenti e chiude con successo il primo biennio. "Una piccola perla dell'Ateno di cui ci possiamo tutti vantare", dice il rettore Ivano Dionigi, mentre il preside della Facoltà di Agraria Andrea Segrè sottolinea il "processo di integrazione anche culturale" che riesce a restituire un'esperienza a vocazione così apertamente internazionale. "Il settore dell'ortofrutticoltura - spiega il preside - è allo stesso tempo globale e locale. Il fatto che Bologna sia al centro della formazione in questo campo è un indicatore fondamentale".

In quanto parte del progetto Erasmus mundus il corso gode del sostegno dalla Comunità Europea, che mette a disposizione una serie di borse di studio per garantire agli studenti l'indipendenza economica necessaria per seguire gli insegnamenti spostandosi nelle tre diverse sedi italiana, tedesca e austriaca. Le borse di studio fino ad oggi distribuite, per studenti di paesi extraeuropei, sono quarantacinque a fronte di oltre duecento domande pervenute. Ogni borsa vale 21.000 euro a cui si aggiunge la totale copertura medico assicurativa. La novità per il prossimo anno è l'arrivo di otto borse di studio da destinare a studenti di paesi europei, mentre altre dieci andranno alle ragazze e ai ragazzi che arrivano da fuori Europa.

La produzione, l'aspetto economico e quello di difesa delle piante sono i tre principali settori di formazione degli studenti durante il soggiorno a Bologna. La figura professionale che esce dal corso è quella di un esperto capace di affrontare le sfide della globalizzazione nel campo dell'ortifrutticoltura. "Ad esempio la qualità dei prodotti", dice Guglielmo Costa, coordinatore del corso. "Noi consumiamo oggi frutta e verdura che proviene da diverse parti del mondo e siamo molto sensibili al calo della qualità. La presenza di residui ci induce a scartare i prodotti. Per questo è necessario che i nostri standard qualitativi siano conosciuti e condivisi dai produttori di altri paesi che possono sfruttare una produzione con manodopera a costi bassissimi, ma che deve essere qualitativamente uguale alla nostra".