Human Rights Nights
Sesta edizione della manifestazione che prevede, quest’anno, una partecipazione anche istituzionale dell’Ateneo. Mentre si allunga la lista delle strutture che vi prendono parte. Da Bologna a Forlì. Film, mostre e tanto altro. Apertura in Aula Magna Santa Lucia (il 23 marzo) con ospite Luis Sepulveda.
Usare videocamera e cinepresa come strumenti di resistenza visuale. Denunciare i soprusi e indicare la via per un mondo di rispetto. Per un mondo più giusto. Sono i propositi del Festival Human Rights Nights che è ormai diventato un appuntamento che si rinnova.
Nato nel 2001 come rassegna cinematografica sui diritti umani, promossa da Cineteca e dal Centro per studi costituzionali e sviluppo democratico di Johns Hopkins University e Università di Bologna (Facoltà di Giurisprudenza), il Festival è cresciuto di dimensioni, obiettivi e prestigio. Negli ultimi anni sono state oltre 4000 le presenze nel corso dei 10 giorni di programmazione e la manifestazione ha anche attirato un’attenzione crescente di media locali e nazionali, tv pubbliche e satellitari. Sin dalla sua ideazione ci sono state diverse strutture dell'Università che hanno preso parte attiva alla realizzazione della rassegna: il Polo Scientifico-Didattico di Forlì che ne ha realizzato un ulteriore sviluppo in Romagna, la Facoltà di Giurisprudenza e quella di Economia, il Dipartimento di Scienze dell'Educazione.
Da questa edizione l'Ateneo è presente anche in maniera istituzionale. Mentre si allunga la lista delle strutture dell’Università che vi prendono parte, il coinvolgimento di Unibocultura fa si che il festival abbia un raggio di azione sempre più ampio. Di grande rilievo anche il canale aperto con il Festival HRN a Sarajevo dall'Istituto per l'Europa Centro Orientale e Balcanica. E sempre da questa edizione il Festival può contare anche sulla partecipazione della Facoltà di Agraria e della Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori di Forlì che ha contribuito realizzando i sottotitoli. "L'Università di Bologna ha ampliato, e intende farlo anche nel futuro, la collaborazione con il Festival perché ritiene possa essere un momento di forte identità del nostro territorio"- è il commento del Pro Rettore Roberto Grandi. Gli fanno eco le altre istituzioni del territorio: Comune, Cineteca e Provincia.
Dopo la denuncia il rispetto è il tema chiave di quest’anno. Se il primo quinquennio della manifestazione è stato dedicato a testimonianze di abusi e atrocità, questa edizione è più orientata verso alternative positive. "Cinquanta tra corti e lunghi metraggi, provenienti da oltre venti paesi, – spiega Silvia Grassilli della Cineteca -saranno le opere in concorso". Molte di esse non avranno poi una distribuzione". Per questo "il festival rappresenta un’occasione unica per vederle", aggiunge Gianluca Farinelli
Tra gli appuntamenti da segnalare la proiezione di Arlington West di Peter Dudar e Sally Marr (il 23, in Aula Magna S.Lucia), sui movimenti pacifisti anti-guerra in Iraq. E ancora tra le anteprime Workingman’s Death di Michael Glawogger, Tree Rooms of Melancholia di Pirjo Honkasalo, Occupation: Dreamland di Garret Scott e Ian Olds. Poi le mostre come quella di Robson Oliviera e quella sul Vietnam 30 anni dopo di Sandro Di Fratta e Raffaele Papasso e le installazioni come l’Homeless Museum di Dim Sampaio.
Ma ecco una breve overview degli appuntamenti realizzati in collaborazione con l’Ateneo.
In apertura del Festival, il 23 marzo (ore 17.30 in Aula Magna S.Lucia), la conferenza, curata dalla Facoltà di Giurisprudenza, dal titolo "Latin America: nuovo modello di sviluppo" a cui parteciperanno Pino Cacucci, Pierluigi Sullo, Gaston Biraben, Julio Santucho, Giovanni Gentile G. Marchetti, Giorgio Tinelli e Luis Sepulveda che presenterà il suo nuovo libro " Il potere dei sogni ". Alle 21 (sempre in Aula Magna S.Lucia) la cerimonia di inaugurazione, con la proiezione di Arlington West, e gli interventi di Deana Ahmad, Margaret Brose, Samantha King.
Il 24 marzo due conferenze di Kevin Boyle ospitate dalla Spisa (via Belmeloro 10). La prima, alle 10, su European Court of Human Rights, la seconda, alle ore 15, su Freedom of Religion. Il 28 marzo invece ad Agraria (via Fanin 50 ore 10) si discuterà di "AgroCulture Vs. AgroBusiness". Interverranno Luca Basile, Davide Carnemolla, Federica Ferrario, Anna Maria Gentili, Davide Paolini e Andrea Segré. Il 29 marzo il testimone passerà ad Economia (Piazza Scaravilli). Alle 16 Industry: circuiti di distribuzioni alternative con Laura Marcellino, Claudia Bedogni, Fabrizio Grosoli, Amedeo Pagani, Matteo Morozzo Della Rocca, Sandro Sandri, Giulia Grassilli e Alberto Iannuzzi.
Si tornerà in Santa Lucia, Aula Absidale questa volta, il 30 marzo (ore 15.30) per parlare di Sud Africa, lotta di liberazione contro l'apartheid: la musica dei Freedom Fighters. Interverranno Sisifo Ntuli, Sibusiso Nxumalo.
Quindi i riflettori si spegneranno a Bologna per accendersi a Forlì. Sabato 1 aprile in Sala Gandolfi, (Corso A. Diaz 45, alle 17) apertura del Festival della sede romagnola con un intervento di Guido Gambetta e Giulia Grassilli, mentre alle 18,30 a Palazzo Mangelli, inaugurerà la mostra Homeless. Quindi una serie di proiezioni al Diagonal Loft Club, (Viale Salinatore 101) e al Cinema Saffi d’Essai Multisala. Chiusura mercoledì 5 aprile con la presenza di Gianni Sofri.
Calato il sipario, e il Festival farà le valige. Un suo estratto infatti circuterà – in aprile e maggio – nelle città di Roma e Los Angeles. "Con un esempio positivo e originale di globalizzazione – ha commentato Marisa Lino di Johns Hopkins – che per una volta non incomincia ma approda negli Stati Uniti".
Per gli studenti c'è una riduzione del biglietto (3 euro
invece di 4.5 e 6 euro invece di 7 per il Day Pass), oltre alla possibilità di avere 10 biglietti omaggio per i primi 10 acquirenti. Le biglietterie sono quelle del Cinema Lumiere.