L'Università di Bologna partecipa al nuovo Piano Città degli Immobili Pubblici di Bologna: un patto istituzionale per pianificare in modo integrato gli interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, con l’obiettivo di promuovere una rigenerazione urbana sostenibile e innovativa in linea con le esigenze delle amministrazioni pubbliche e del territorio.
Il piano è stato firmato questa mattina dal Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, dal Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, dal Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e dalla Prorettrice Vicaria dell'Università di Bologna, Simona Tondelli. Era presente anche Lucia Albano, Sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze.
"L'Università di Bologna - ha detto la Prorettrice Vicaria, Simona Tondelli - intende contribuire a questo processo di rigenerazione mettendo a disposizione un ampio spettro di competenze multidisciplinari, indispensabili per affrontare interventi complessi di riqualificazione urbana: dalle competenze tecniche – urbanistica, restauro, architettura, ingegneria delle strutture – a quelle legate alla sostenibilità e alla progettazione del verde, fino agli strumenti di valutazione sociale, economica e finanziaria degli interventi".
Nel Piano Città è presente una mappa articolata di immobili che raccontano la storia di Bologna e ne anticipano il futuro: ex caserme, complessi conventuali, edifici industriali e infrastrutture storiche, residenze di pregio, manufatti idraulici e spazi produttivi abbandonati. Si tratta di beni che hanno accompagnato l’evoluzione urbana della città nei secoli, luoghi che hanno svolto funzioni strategiche per lo Stato e per la collettività e che oggi sono in fase di trasformazione, con l’obiettivo di ripresentarsi, rinnovati ed efficienti, come motore di sviluppo che incontri i bisogni dell’utenza.
Il nuovo accordo sancisce l’impegno al riuso del patrimonio immobiliare pubblico in risposta alle vocazioni e ai fabbisogni della comunità, valorizzando l’identità storico-culturale di Bologna, con una riqualificazione di beni volta a offrire servizi rinnovati e luoghi di relazioni inclusivi.
"Il nostro ruolo è anche quello di partecipare attivamente alla definizione dei futuri usi, affinché questi luoghi tornino a essere spazi vivi, aperti e generativi", ha aggiunto la Prorettrice Vicaria, Simona Tondelli. "In questa prospettiva, l’Ateneo è interessato allo sviluppo di un mix funzionale che includa forme di housing studentesco, ma anche aule e laboratori, spazi di coworking e per start up innovative e ambienti in cui favorire l’incontro tra ricerca e impresa, contribuendo così alla crescita culturale, sociale ed economica del territorio".
Il Piano definisce, infatti, una strategia per il riuso di edifici inutilizzati e interventi per la rigenerazione di grandi vuoti urbani, destinandoli a diverse funzioni, capaci di offrire nuove opportunità alla cittadinanza, rispondere alle nuove esigenze abitative, di housing sociale e residenze universitarie, rafforzando l’attrattività della città anche a livello internazionale.
In particolare, la rigenerazione degli ex compendi militari nella città riveste un ruolo fondamentale nella costruzione di valore urbano, sociale e funzionale. L’ex caserma Perotti ospiterà 119 alloggi adatti soprattutto alle esigenze dei più giovani, con il 39% dedicato a student housing, e la nuova sede dell’Agenzia delle Entrate, che ospiterà 130 dipendenti.
L’ex caserma STA.VE.CO, alle porte dei viali, diventerà il nuovo Parco della Giustizia, affiancato dall’ampliamento del polo sanitario, da residenze, servizi all’utenza e spazi verdi. La stessa visione orienta il recupero dell’ex caserma STA.MO.TO, la cui rifunzionalizzazione permetterà di ricucire spazi urbani e aumentare l’offerta di residenze universitarie.
In occasione della firma del Piano Città di Bologna, è stata anche inaugurata la nuova sede della Direzione Regionale Emilia-Romagna dell’Agenzia del Demanio nell’edificio ex Cinema Embassy: un bene in disuso per anni e recuperato grazie a interventi innovativi e sostenibili, che hanno coniugato qualità architettonica e attenzione ambientale.