E' venuto a mancare, martedì 12 maggio, il prof. Raffaele Corrado, docente di Economia e gestione delle imprese presso il Dipartimento di Scienze aziendali dell'Università di Bologna. Studioso raffinato e originale, ha contribuito in modo significativo al dialogo internazionale tra gli studi organizzativi, la sociologia economica e la strategia d’impresa.
La ricerca del prof. Corrado si è distinta per una profonda attenzione alla dimensione relazionale dei processi economici e creativi: imprese, mercati e innovazione venivano da lui interpretati non come fenomeni isolati, bensì come espressioni di reti sociali, comunità della pratica e di dinamiche culturali più ampie. Fine e appassionato conoscitore dei metodi di analisi delle reti sociali, è stato tra i pionieri in Italia nell’applicazione di modelli stocastici per l’analisi delle reti allo studio di fenomeni interorganizzativi.
Nel corso della sua carriera, ha dedicato particolare attenzione alle dinamiche evolutive delle reti d’impresa, all’apprendimento organizzativo e alle modalità di trasferimento intra- e interorganizzativo della conoscenza, esplorando come idee, relazioni e repertori di conoscenza possano essere mobilitati per generare nuove forme di valore creativo ed economico. I suoi studi hanno spesso privilegiato contesti ad alta intensità culturale, dalle industrie creative ai cluster d'impresa, mettendo in luce il ruolo della reputazione, delle reti collaborative e delle istituzioni sociali nella nascita e nella diffusione dell’innovazione. I suoi corsi di analisi delle reti sociali hanno formato centinaia di dottorandi, ispirando l’orientamento metodologico di innumerevoli tesi e lavori scientifici.
Ricercatore di grande apertura e sensibilità interdisciplinare, ha saputo coniugare rigore analitico e attenzione umanistica, offrendo contributi apprezzati tanto nella comunità accademica quanto nei contesti professionali in cui ha operato.
La sua attività scientifica e didattica lascia un’eredità importante non solo per la qualità dei suoi studi, ma anche per la capacità unica di interpretare i fenomeni organizzativi come processi comportamentali, collettivi e socialmente radicati. Con la sua scomparsa, il mondo accademico perde una voce autorevole, rigorosa e generosa, capace di leggere con lucidità il comportamento organizzativo e le trasformazioni dell’economia contemporanea.