Unibo Magazine

Si è concentrato sul tema "La qualità nell'internazionalizzazione della formazione dal I ciclo al post-dottorato" il secondo dei quattro incontri d'Ateneo sulla qualità, svoltosi lo scorso 4 giugno. La relazione, che ha illustrato i risultati raggiunti e tentato di definire alcuni parametri di qualità dell’internazionalizzazione, è stata presentata da Lilla Maria Crisafulli, Carla Salvaterra, Gianluca Fiorentini e Renzo Orsi, assieme al prorettore alle Relazioni Internazionali Roberto Grandi.

Il tema dei rapporti con l'estero si conferma per l'Alma Mater un punto sempre più centrale, obiettivo strategico sottolineato ora anche nell'ampio discorso sulla qualità che coinvolge l'intero Ateneo.

"Si tratta di una sanzione positiva del ruolo strategico della internazionalizzazione - spiega il prorettore Grandi - una legittimazione impensabile fino a qualche anno fa, quando l’internazionalizzazione era vista come un ufficio interno dell’area della ricerca, privo di una propria autonomia. E’ chiaro che, come abbiamo detto più volte, questo riconoscimento di svolgere una funzione strategica deve avere una ricaduta positiva e significativa su quanti di noi sono impegnati nella internazionalizzazione".

L'attivazione di corsi di studio internazionali, la promozione delle doppie lauree o dei titoli congiunti, l'approvazione di diversi progetti europei, tra cui Erasmus Mundus, sono tutti risultati che spingono l'Alma Mater sempre più al centro della scena internazionale. La supremazia europea negli scambi Socrates Erasmus del resto è un indicatore forte di questo impegno.

Dal 2000 ad oggi è aumentato di 1500 unità il numero di studenti stranieri iscritti all'Università di Bologna, e la percentuale di studenti dell'Ateneo che hanno svolto un periodo di studio all'estero supera la media nazionale in tutti i livelli di formazione: il 14,1%, contro il 10,6% a livello nazionale, per gli studenti delle lauree di primo livello, il 14,9%, contro il 14%, per le lauree di secondo livello a ciclo unico, il 18,1%, contro il 14,8%, per le lauree specialistiche, e il 15,2%, contro il 12%, per quanto riguarda il vecchio ordinamento.