Si parlerà di arti visive, di suoni, di nuove grammatiche cinematografiche, di promozione e di cartoon. Si parlerà di tutti i linguaggi della cultura per capire l’impatto su ognuno di essi delle tecnologie digitali. L’occasione per farlo sarà "Tecnologia e cultura", il convegno promosso dall’incubatore d’impresa I-Tech-off per indagare le nuove innovative contaminazioni tra tecnologie e discipline artistico culturali.
Il filo conduttore del seminario, ospitato mercoledì 7 giugno (ore 15) presso l’Auditorium Dms di via Azzo Gardino 65, sarà soprattutto lo sviluppo imprenditoriale del settore. "Non so – spiega infatti Bruno Riccò, Presidente di I-Tech-off – se esiste una novità comune a tutti gli ambiti artistici che hanno abbracciato le nuove tecnologie. Di certo, però, questa è una grande area che si presta a far nascere attività imprenditoriali".
Il convegno, moderato dal prof. Guglielmo Pescatore, Presidente del Corso di Laurea Specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale, sarà aperto da Paolo Granata, responsabile dei laboratori dei laboratori didattici multimediali del Dams: "Prendi l’arte e mettila in rete" sarà il titolo del suo intervento. Il testimone passerà poi al musicologo Nicola Zonca, collaboratore con lo studio Arcki, da lui stesso fondato, dello spettacolo di Peter Greenaway "Bologna Two Towers". Zonca parlerà di "Suono digitale: realtà e prospettive". "New media per davvero" sarà invece il titolo dell’intervento di Swan, l’ingegnere elettronico che ha curato per Vodafone la diretta Umts del concerto di Vasco Rossi. Dopo di lui toccherà al web designer Marco Lobietti che illustrerà prima "La comunicazione online degli eventi culturali" e poi le nuove esperienze "tra fumetto e cartoon". Infine si ritornerà alla musica con Luciano Titi, il compositore che ha curato diversi spettacoli di Vinicio Capossela. Titi presenterà "Artha new Rythm system", una delle nuove realtà imprenditoriali hy-tech, sorte dall’incubatore I-Tech-off.
Nell’elenco degli interventi manca un riferimento diretto alla scrittura. "La vera scrittura – conferma del resto anche Riccò, narratore oltre che ingegnere – per me resta ancora un atto prettamente individuale. La tecnologia influenza piuttosto gli scenari in cui i soggetti delle storie si muovono". Nell’epoca del digitale, insomma, resta uno spazio anche per i linguaggi tradizionali. "Ho apprezzato – conclude per esempio Riccò – l’intervento di Umberto Eco dedicato alle biblioteche reali: esse fanno un’opera di selezione, mettendo ordine al caos di Internet che può essere anche inquietante".
Per proseguire la riflessione su questi temi l’appuntamento, promosso anche da Aster, Università di Bologna e Fondazione Alma Mater, è per il prossimo mercoledì all’Auditorium Dms.