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Beatrice Quaglino, laureata nel corso di Laurea magistrale in Antropologia culturale ed etnologia del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, ha ricevuto una menzione speciale nell’ambito della terza edizione del Premio Bianca Pomeranzi.

Il Premio è dedicato alla memoria dell’esperta italiana di cooperazione allo sviluppo Bianca Pomeranzi, già componente del Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione contro le donne (CEDAW), e intende valorizzare le ricerche dedicate alle politiche di genere, ai diritti e all’empowerment delle donne.

Quaglino ha ottenuto la menzione per la tesi in Antropologia digitale dal titolo Accessibilità, ascolto e attivismo virtuale: un’etnografia digitale dei centri antiviolenza nel contesto urbano di Bologna, svolta sotto la supervisione della professoressa Chiara Scardozzi. Attraverso la ricerca etnografica e il coinvolgimento diretto delle persone che operano nei centri antiviolenza della città, il lavoro analizza il ruolo assunto dagli spazi e dagli strumenti digitali nelle pratiche di ascolto, comunicazione, accessibilità e attivismo.

«Oltre a rappresentare un importante riconoscimento della curiosità scientifica e dell’impegno che Beatrice ha dedicato alla ricerca, questa menzione costituisce un significativo segnale di attenzione e apertura nei confronti dell’antropologia digitale», sottolinea Scardozzi. «Mi auguro che sia il primo passo di un futuro percorso ricco e promettente».

Beatrice Quaglino è la prima studentessa dell’Università di Bologna a laurearsi discutendo una tesi in Antropologia digitale all’interno del corso di laurea magistrale in Antropologia culturale ed etnologia. Si tratta di un ambito di studi relativamente recente nel panorama accademico italiano, ma sempre più rilevante per comprendere le trasformazioni sociali connesse alla dimensione digitale, ormai profondamente intrecciata alla vita quotidiana. L’antropologia digitale affronta tali trasformazioni attraverso gli strumenti propri della ricerca etnografica, osservando le pratiche e le relazioni che si sviluppano negli ambienti digitali e coinvolgendo direttamente le persone che li abitano e li utilizzano.

La cerimonia di premiazione si è svolta il 25 giugno 2026 a Roma, presso la sede dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS). Nel corso dell’incontro sono stati assegnati due premi e tre menzioni speciali, selezionati tra ventinove tesi provenienti da università di tutta Italia.