Explain It Like I’m AI - Decoding AI – Without Panic, Beyond Hype, il titolo del podcast ideato da Virginia Fidenti, Lorenzo Luccioli, Paolo Piccirillo, Luca Rebolino e Gayathri Santhosh, cinque dottorandi dell’International PhD College dell’Università di Bologna, disponibile su Spotify e su tutte le altre principali piattaforme. Nelle quattro puntate del podcast, due delle quali sono state registrate in inglese, l’IA è analizzata da molteplici punti di vista: tecnico, semiotico, sociale e scientifico. L’IA, al giorno d’oggi, è una delle tecnologie più controverse, continuamente sotto i riflettori della critica e avvolta da una nube di dubbi e interrogativi. Per questo motivo il podcast si è posto l'obiettivo di fare luce su uno degli strumenti tecnologici più complessi di oggi. Attraverso un'analisi approfondita e completa di tutte le sfaccettature del mondo dell’intelligenza artificiale, sono stati messi in discussione gli aspetti più dibattuti, delineandone le capacità, i limiti ed i possibili rischi.
Nella prima puntata, i professori Paolo Torroni e Andrea Galassi dell’Università di Bologna chiariscono che cosa si intende davvero quando si parla di IA, ripercorrendo la sua storia: dai primi successi con Deep Blue e AlphaGo, ai moderni large language models, approfondendo le capacità di apprendimento dell’IA. Infine vengono indicati alcuni limiti dell’intelligenza artificiale, ad esempio i cosiddetti “stochastic parrots” o le allucinazioni dei modelli linguistici, invitando ad un uso consapevole nella vita quotidiana.
Il secondo episodio, con il professore di Semiotica e Filosofia del linguaggio Claudio Paolucci Unibo, esplora le relazioni tra IA, linguaggio e creatività, sfatando il mito secondo cui l'intelligenza artificiale si limiterebbe all’imitazione del linguaggio e del comportamento umano. Tramite una prospettiva semiotica e filosofica vengono approfonditi il funzionamento delle tecnologie intelligenti, come i sistemi linguistici, e il tema dell’ibridazione tra uomo e macchina, la quale potrebbe costringerci a rivalutare soggettività, significato e forme della creazione.
La terza puntata, vede protagoniste la Prof.ssa Isabella Consolati dell’Università di Torino, e la Prof.ssa Paola Rudan dell’Università di Bologna, entrambe specializzate in Storia del Pensiero Politico. Le professoresse discutono riguardo le implicazioni sociali e politiche dell’intelligenza artificiale, esaminando come gli algoritmi non si limitino a descrivere il mondo, ma siano anche in grado di classificarlo, prevederlo e riprodurlo. Riflettendo su temi come bias, predizione e automatismo decisionale, viene analizzato il ruolo politico dell’IA, mostrando come questa possa contribuire ad accrescere le disuguaglianze sociali e limitare la nostra immaginazione di un futuro alternativo.
Infine, nel quarto episodio, la Dott.ssa Chiara Stuardi, ricercatrice in radioastronomia presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica, parla di come l’intelligenza artificiale stia radicalmente cambiando la ricerca e il progresso scientifico. Chiara Stuardi spiega come il machine learning si sia dimostrato un prezioso strumento nella decifrazione di strutture cosmiche, senza il quale non sarebbero state possibili numerose scoperte, data l’immensa quantità di dati da analizzare. Nel corso della puntata viene inoltre discusso il ruolo delle reti neurali convoluzionali nella ricerca, i “black box” e il processo di validazione dei dati IA.
Il podcast si conclude con una riflessione sul ruolo dell’ intelligenza artificiale nella ricerca scientifica: l’IA sarà un potente alleato, in grado di rendere la scienza più accessibile, o un possibile sostituto degli scienziati, creando nuove barriere?