L’Università di Bologna ha ottenuto il terzo premio nella categoria Best Digital Accessibility Mission dei Digital Experience Awards 2026, concorso che premia i progetti che hanno migliorato in modo significativo l’esperienza delle persone su siti web, dispositivi mobili e applicazioni.
Tra aziende dei settori finanziario, assicurativo, energetico, industriale e della moda, l’Università di Bologna è stata l’unico ateneo premiato a dimostrazione del fatto che anche una grande istituzione pubblica può intervenire sull’esperienza digitale con strumenti, competenze e metodi innovativi e avanzati.
Il riconoscimento riguarda il lavoro sviluppato dall’Ateneo per rendere la propria presenza digitale più accessibile, comprensibile e utilizzabile, come indicato nel Piano Strategico di Ateneo. Un lavoro che coinvolge codice, interfacce e tecnologie assistive, ma anche linguaggio, contenuti, architettura dell’informazione, processi editoriali e formazione interna.
Il Portale istituzionale Unibo.it registra circa 40 milioni di accessi ogni anno con l'obiettivo di migliorare sempre la sua struttura informativa, rendere più chiare le pagine e rimuovere le barriere, progettando l’accessibilità prima senza doverla correggere dopo. Il percorso avviato dall’Università si basa infatti su un’idea precisa: l’accessibilità non dovrebbe essere verificata soltanto alla fine della progettazione, quando molte decisioni sono già state prese. Per questo è stata ampliata la fase di ricerca con le persone, integrando dati di navigazione, osservazioni, segnalazioni e feedback delle persone. Le evidenze raccolte servono a orientare la struttura delle pagine, i percorsi, le interfacce e il modo in cui le informazioni vengono scritte.
Accanto alla conformità alle WCAG 2.2 di livello AA, alle linee guida AGID e alle direttive europee, il progetto considera anche barriere meno immediatamente visibili: testi burocratici, linguaggio non inclusivi, pagine difficili da esplorare e strutture costruite secondo l’organizzazione interna anziché secondo le necessità di chi le utilizza. È il passaggio da una logica prevalentemente correttiva a un modello di accessibilità by design: le esigenze delle persone entrano nel processo fin dall’inizio.
Il progetto premiato mostra inoltre come l’innovazione non derivi soltanto dall’introduzione di una nuova tecnologia, ma anche dalla capacità di modificare processi consolidati, far collaborare professionalità diverse, utilizzare dati e ricerca per prendere decisioni e rendere verificabili gli impegni assunti.
Sviluppatori, web designer, content designer e redazioni lavorano insieme, mentre linee guida, attività formative, audit e canali di raccolta segnalazione permettono di estendere progressivamente l’attenzione all’accessibilità anche ai numerosi siti e contenuti prodotti dalle strutture dell’Ateneo.
Il risultato non è un prodotto concluso. L’accessibilità richiede monitoraggio, manutenzione e capacità di rivedere continuamente le soluzioni adottate. Proprio questa dimensione continuativa è uno degli aspetti riconosciuti dalla giuria.