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copertina del libro: Violenze e in/giustizie

Violenze e in/giustizie

Editore: Clueb

Prezzo: € 19,00

Una raccolta di saggi storiografici sotto il comune denominatore della violenza, elemento da analizzare allo scopo di rimuovere il velo d’oblio che nasconde verità spesso scomode.
Il volume, trentaduesimo numero della rivista “Storia e problemi contemporanei” a cura dell'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nelle Marche, s’incentra su fatti legati al secondo conflitto mondiale, soprattutto in Italia.

Tema centrale del libro è la violenza, elemento dal quale non si può prescindere nel momento dell’analisi storiografica di determinate vicende.

Una violenza rivolta contro tutte le categorie di individui: sui militari, naturalmente, ma anche sulla popolazione civile: operai, intellettuali, gente comune.
Una violenza tanto selvaggia da lasciare senza parole persino l’autore di uno dei saggi, quello sull’eccidio di Nanchino del 1937: "E qui smetto di citare, sotto il peso di un disagio di una narrazione storica che fa i conti con il superamento della soglia ultima di indecenza del comportamento umano."

Una violenza che, in certi casi, sembra vietato ricordare.
Ma è così che un’opera come questa raggiunge il suo valore: nel far riemergere eventi dimenticati, ai quali neppure la storiografia, oltre che i tribunali, hanno fino ad ora saputo rendere giustizia, individuando vittime e responsabili.

La violenza diventa allora una nuova chiave di lettura capace di astrarsi dalle dicotomie fascismo/antifascismo, vinti/sconfitti, per ridare voce a coloro che, spesso per esigenze d’identità nazionale e politica, più che dimenticati, sono stati rimossi dalla storia. Infatti, sosteneva Ernest Renan: “Il progresso degli studi storici rappresenta spesso un pericolo per la nazionalità perché l’oblio e, dirò, persino l’errore storico costituiscono un fattore essenziale nella creazione di una nazione”.