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Copertina del libro Gli anni del rock

Gli anni del Rock (1954-1977)

Autore: Paolo Sorcinelli (a cura di)

Editore: Bononia University Press

Prezzo: 22 euro

Sette diversi autori hanno dato il proprio contributo al volume a cura di Paolo Sorcinelli, che tratteggia la trasformazione giovanili dagli anni del miracolo economico a quelli della guerra fredda.

Il volume "Gli anni del rock (1954-1977)", edito da Bononia University Press, è frutto di singole indagini storiche e sociologiche che, come tasselli di un mosaico, offrono al lettore un’inquadratura storica del mondo giovanile dal boom economico alla guerra fredda. Il libro parte dal 12 aprile 1954 la data in cui Bill Haley and His Comets incidono "Rock around the clock". E’ l’inizio di una nuova epoca. Da quel giorno la gioventù e il resto del mondo non saranno più gli stessi, perché lo scossone culturale e commerciale operato dal brano dà il là all’invasione del rock’n’roll, che diventa "la forma accettabile e non razzialmente connotata del rhythm and blues".

Aprono il volume le ricerche di Paolo Sorcinelli ("L’Italia che cambia") e Daniela Calanca ("L’Italia dei nostri padri se ne va. Italia addio!"), due saggi che documentano l’insorgere di un maggiore desiderio di autonomia, di una crescente contestazione e di un movimento femminista gradualmente più maturo. Segue poi lo studio di Luca Gorgolini su "Riti e linguaggi giovanili negli anni della rivolta" che rintraccia i comportamenti dei giovani negli anni della Ricostruzione. Anni in cui si delinea sempre più la contestazione giovanile, come spiega Alberto Malfitano in "Giovani contro", raccogliendo materiale sulle diverse abitudini dei ragazzi del Sessantotto.

"Era un’ondata di furore e sfiducia che travolgeva ogni progettualità e costruzione di un futuro condiviso", spiega Malfitano. In questo clima nasce un nuovo modo di intendere la musica, come analizzato da Lucio Spaziante in "Forever young: il rock dal 1954 al 1978, significato ed espressione di una musica nuova". Da Frank Zappa ai Beach Boys, da Jim Morrison a Jimi Hendrix, fino ad arrivare agli Who e ai Led Zeppelin. Tutti artisti che attraverso la violenza sonora e i virtuosismi attirano una gran massa di giovani.


 

Pierluigi Basso in "L’effetto palco e i caroselli filmici del rock" nota come in ogni musica resti viva la traccia del gesto esecutivo e parte da un punto di vista secondo cui la "dimensione live del rock è solo latamente comparabile con quella del jazz". La rock-star viene mitizzata da molti giovani, che chiedono un eccesso dei sensi, trasportato in seguito nella produzione filmica del rock. Fabiola Naldi chiude infine il volume con un lavoro dal titolo "Rapport 1957-1977", in cui ricostruisce le costruzioni artistiche di quegli anni, con uno sguardo particolare all’uso del corpo e alla nascita di un nuovo design.

Un volume, quindi, che percorre i vent’anni del dopoguerra dimostrando come i giovani grazie al rock made in Usa sperimentano una visibilità sociale inedita e contrapposta a quella del mondo degli adulti.