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I nostri motori di ricerca: intervista con Valentina Orlandini

5 PER MILLE UNIBO / Parliamo con Valentina Orlandini, 26 anni, che sta svolgendo un dottorato in Meccanica e Scienze avanzate dell’Ingegneria, presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale

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Ciao Valentina, di cosa ti occupi?

Studio come gestire al meglio l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili attraverso l’utilizzo di sistemi energetici ad accumulo.


Quando hai deciso di fare ricerca?
Da piccola volevo diventare un'inventore, quindi forse l’ho sempre saputo. Ma da quando sono stata accettata per il dottorato ho capito che sarebbe stata la mia strada.

Cosa ti appassiona di quello che studi?
I sistemi ad accumulo sono tanti e diversi tra loro: ognuno ha pregi e difetti. Il mio compito è studiarli a fondo e individuare le condizioni in cui possano lavorare al meglio. Mi piace l’idea di capirne i meccanismi di funzionamenti e di individuare le logiche di gestione migliori. È come un puzzle, ma i pezzetti li costruisci tu giorno dopo giorno e non sai di preciso quale sarà l’immagine che verrà fuori.

 

Cosa pensi prima di andare a dormire la sera?
Penso che la sveglia suonerà troppo presto. Scherzi a parte, mi piace arrivare a sera e capire cosa ho imparato durante il giorno e a come poter utilizzare queste nuove informazioni.

E quando ti svegli al mattino?
Al mattino, dopo un buon caffè, penso a come affrontare le sfide che mi aspettano.

Quale scoperta/invenzione pensi possa rivoluzionare il tuo ambito di ricerca nei prossimi cinque anni?
Una rete elettrica nazionale più intelligente è l’obiettivo di tanti gruppi di ricerca.

Una cosa che hai imparato facendo ricerca.
Che non bisogna avere paura di sbagliare, perché la ricerca è basata sul confronto tra idee e anche il mio contributo può aiutare a vedere un lato che era stato trascurato o sottovalutato.

Sei un ricercatore "da adottare". Cosa vorresti dire ai tuoi sostenitori?
La ricerca italiana può essere davvero competitiva e i ricercatori italiani non hanno nulla da invidiare ai colleghi stranieri, a parte forse dei laboratori migliori e soprattutto il sostegno da parte delle persone. Fare ricerca è una sfida e se si è in tanti sarà più facile e più divertente.