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Senza la Ricerca? UniboMagazine intervista Achilleas Samaras

5 PER MILLE UNIBO / Si occupa di sviluppare modelli in grado di simulare le dinamiche costiere, ad esempio, in occasione di fuoriuscite di petrolio o in caso di tsunami. Questi modelli sono utili per lo sviluppo di strumenti e strategie per la tutela e la difesa dell'ambiente marino e costiero

videoCiao Achilleas, di cosa ti occupi?
Mi occupo della modellazione numerica dei processi in mare e nella zona costiera (onde, idrodinamica, tsunami, inquinamento marino, morfologia delle coste) e di come questa modellazione numerica può contribuire allo sviluppo di strumenti e strategie per la tutela e la difesa dell’ambito marino e costiero.

Quando hai deciso di fare ricerca?
Durante i miei studi universitari, quando ho avuto la possibilità di studiare nel dettaglio i temi che ho accennato sopra. È stato allora che ho anche avuto il primo contatto con l’attività di ricerca, e mi ha conquistato. Essere in grado di comprendere, spiegare e dare il proprio contributo scientifico a tanti temi che fino a quel momento avevi solo letto sui libri è sicuramente molto stimolante. A volte fare ricerca può essere difficile, stressante o persino frustrante (!), ma è anche la carriera più intellettualmente gratificante che una persona può intraprendere.

Cosa ti appassiona di quello che studi?
Jacques Yves Cousteau una volta ha detto: “Il mare, una volta lanciato il suo incantesimo, ti terrà per sempre nella sua aura di meraviglia”. Essendo io greco, ed essendo cresciuto in una città come Salonicco, dove il contatto con il mare è un fatto determinante non solo per la nostra cultura, ma anche per la vita di tutti i giorni, non poteva che essere così anche per me.

Cosa pensi prima di andare a dormire la sera?
Prima di andare a dormire solitamente leggo un libro, guardo un film o recupero gli ultimi episodi di una delle mie serie TV preferite (House of Cards, Game of Thrones o Silicon Valley, solo per citarne alcune). Quindi immagino che i miei pensieri abbiano a che fare con una di queste cose.

E quando ti svegli al mattino?
Che ho bisogno di dormire altri cinque minuti!

Quale scoperta/invenzione pensi possa rivoluzionare il tuo ambito di ricerca nei prossimi cinque anni?
Nelle scienze naturali in generale, e in particolare nel mio campo di ricerca, è difficile prevedere novità che possano davvero rivoluzionare la teoria e la pratica scientifica. Fare ricerca, dopo tutto, è uno sforzo costante e solitamente si va avanti facendo un passo alla volta. Ad ogni modo se devo pensare ad una innovazione, questa potrebbe essere il Computer quantistico. Anche se non sono sicuro che si possa realizzare entro cinque anni. Comunque, considerando il ruolo centrale della tecnologia nel mondo di oggi, non si può che pensare alle immense possibilità che potrebbero nascere da un enorme incremento delle capacità di calcolo. Medicina, tecnologia, le nostre conoscenze della natura e dell’universo… Nulla sarà più lo stesso.

Una cosa che hai imparato facendo ricerca.
Che anche ciò che pensiamo di sapere è pieno di cose non certe. C'è un video in cui Richard Feynman lo spiega in modo straordinario. Non saprei dirlo meglio di così.

Come sarebbe il mondo senza ricerca?
Ricerca e scienza sono due facce della stessa medaglia: senza uno non può esserci l’altra. Immaginate come sarebbe il nostro mondo se non ci fossero stati progressi in medicina, fisica, chimica o tecnologia per – diciamo – cento anni. Pensate, ad esempio, a come vivevano i nostri nonni. E ora immaginate un mondo nel quale la scienza nemmeno esiste. A chi piacerebbe vivere in un mondo del genere?

Sei un ricercatore "da adottare". Cosa vorresti dire ai tuoi sostenitori?
Gli direi semplicemente di chiudere gli occhi e pensare a tutti i modi attraverso i quali la scienza moderna ha migliorato le loro vite, da quando hanno memoria. Penso che questo semplice esercizio possa dare alle persone abbastanza motivi per continuare a supportare la ricerca. Che equivale a supportare il loro benessere e il benessere delle generazioni future.