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Didattica innovativa all’Alma Mater: educazione corporea fra pratiche outdoor e letteratura per l’infanzia e l’adolescenza

Gli studenti del corso di Laurea in Scienze delle attività motorie e sportive, del Campus di Rimini, sono stati coinvolti in pratiche somatiche outdoor e nell’esplorazione di uno scaffale di storie di corpo e sport: una sperimentazione multidisciplinare per elevare la qualità della vita, dell’educazione motoria e sportiva e della società nel loro insieme, a partire dalle nostre narrazioni e dal nostro muoverci nel mondo


Bendati e guidati dai compagni nell’area verde del Ponte di Tiberio, nel cortile Alberti e nella Biblioteca del Campus di Rimini; in movimento come foglie; radicati come alberi; in ascolto, in equilibrio, insieme. Gli studenti del corso di laurea in Scienze delle attività motorie e sportive si sono cimentati in una serie di attività somatiche outdoor all’interno del corso di Pedagogia generale e sociale, tenuto dalla professoressa Marcella Terrusi del Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita. Un’esperienza multidisciplinare pensata per sviluppare una consapevolezza approfondita delle sfide che oggi l’educazione corporea, motoria e ludico-sportiva può affrontare, a partire dal nostro respiro, dalle nostre storie, dalle figure tracciate dal nostro muoverci nel mondo.

La proposta didattica del corso (che si svolge in modalità blended) ha combinato pratiche di movimento e seminari condotti dalla dottoressa Gaia Germanà, danzaeducatrice, con le suggestioni provenienti da libri illustrati, fumetti e storie di sport dall’editoria per l’infanzia e l’adolescenza, raccolti presso la Biblioteca del Campus di Rimini in una sezione permanente denominata SPED Sport Education e costituita in collaborazione con il corso e la Libreria per Ragazzi Giannino Stoppani di Bologna.

Sono storie di campioni, libri illustrati di eccellenza grafica che raccontano l’anatomia e il corpo, racconti di sportivi che hanno sfidato la disabilità, la guerra, le differenze di genere e la storia, storie di finzione e libri di approfondimento sul corpo e sul gesto. Gli studenti hanno lavorato su questo repertorio in modi e fasi diverse, con lavori di gruppo e individuali, costruendo ad esempio piccole antologie letterarie dell’educazione sportiva, dedicate a temi come la motivazione, il coach, il coraggio, la squadra e la vittoria; elaborando proposte corporee e motorie originali ispirate ai libri della collezione e riflessioni su nuove prassi didattiche e metodologiche: strumenti che le studentesse e gli studenti potranno utilizzare per guidare le loro future esperienze formative con bambini e ragazzi.

I libri hanno costituito una risorsa fondamentale in classe stimolando le discussioni degli studenti su quanto la visione e la percezione del corpo abbiano avuto implicazioni su diritti umani, inclusione e giustizia sociale nello sport, nella scuola e nella vita.

L’approccio metodologico del corso della professoressa Terrusi - modulo integrato con Pedagogia del gioco e dello sport del professor Roberto Farnè - offre una serie di materiali teorici di argomento pedagogico dedicati ai paradigmi dell’embodied education. In quest’ambito gli studenti hanno incontrato online il professor Silvio Premoli dell’Università Cattolica di Milano, curatore del volume “Pedagogia a bordo campo”, e la professoressa Farnaz Farahi (autrice di un saggio sulla figura del coach nello stesso volume).