In tempi di crisi climatica cosa è necessario sapere? Qual è il futuro che si vorrebbe costruire e cosa fare per realizzarlo? A queste domande si cercherà di dare risposta durante i cinque appuntamenti de “Il Nastro Verde: Futuri Presenti”, l’edizione 2025 della rassegna cinematografica dell’Alma Mater, organizzata per il secondo anno in collaborazione con la Cineteca di Bologna, in scena al cinema Modernissimo (Via Rizzoli 1/2, Bologna) dal 3 al 28 marzo. Il biglietto - il cui costo è di 3,50 euro per la comunità dell’Ateneo - è gratuito per i primi 150 che lo ritireranno al Bookshop della Cineteca, presentando il badge studentesse e studenti o personale Unibo.
Film e documentari - accompagnati dagli interventi di ricercatrici, ricercatori e docenti dell’Università di Bologna, insieme a ospiti illustri - offriranno un mosaico di prospettive sul presente e sul futuro del Pianeta, sottolineando l’urgenza di adottare stili di vita sostenibili.
Ogni film della rassegna, con il suo linguaggio unico e la sua visione del mondo, apre gli occhi su un futuro che è ancora in fase di costruzione. "Futuri Presenti" non è solo una finestra sul cinema sostenibile, ma anche un invito a considerare le infinite strade che è possibile scegliere per il destino collettivo, mostrando come l’arte cinematografica non sia solo intrattenimento ma anche un potente strumento di riflessione e di cambiamento.
Il primo appuntamento è alle 19 di lunedì 3 marzo con l’anteprima di "Come se non ci fosse un domani". Il documentario del 2024 dà voce ai protagonisti di Ultima Generazione: giovani attivisti, studenti e cittadini che rifiutano l’immobilismo e immaginano un domani migliore. Interverranno durante la serata Marta Rocchi, docente di Cinema e Linguaggi multimediali, Lorenza Villani, assegnista di ricerca, i registi Riccardo Cremona e Matteo Keffer, oltre al portavoce di Ultima Generazione Tommaso Juhasz.
Lunedì 10 marzo alle 20 sarà la volta di "Flow", di Gints Zilbalodis, uno straordinario film di animazione incentrato sull’avventura di un gatto che, a seguito di una inondazione, si metterà in salvo su una barca insieme a un variopinto gruppo di animali. Prenderanno la parola Marta Rocchi, Valentina Cappi, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e Maria Giovanna Belcastro, docente di Antropologia.
L’itticoltura intensiva e il suo impatto su ambiente e comunità saranno protagonisti lunedì 17 marzo, alle 20.30, con la proiezione del documentario "Until the end of the world" (2024). Un viaggio attraverso tre continenti per indagare l’allevamento dei pesci, l’industria che oggi promette di contribuire a rendere il sistema alimentare più sostenibile, a fronte di una popolazione mondiale che potrebbe sfiorare i dieci miliardi entro il 2050. Ospite della serata sarà il regista Francesco De Augustinis, previsti gli interventi di Marta Rocchi e Sara Walker, assegnista di ricerca.
Lunedì 24 marzo alle 19 andrà in scena "Fiore mio", di Paolo Cognetti. Il documentario del 2024, delicato e contemplativo, immerge il pubblico nei ritmi lenti della natura e dei paesaggi alpini, esplorando il profondo legame tra l’uomo e la montagna e raccontando la bellezza di quei luoghi e dei ghiacciai ormai destinati a sparire o cambiare per sempre a causa del cambiamento climatico. Ad approfondire l’argomento Marta Rocchi, Chiara Davino, assegnista di ricerca, e Paolo Piacentini, autore e Presidente onorario Federtrek.
A concludere la rassegna, venerdì 28 marzo alle 20, “Fuori dal fango” di Matteo Parisini e Riccardo Mazzon. Il recente documentario racconta le storie delle persone che, dopo le drammatiche alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna, lottano per ricostruire le loro vite e difendere i loro territori. Ospite di questo appuntamento finale sarà la giornalista Milena Gabanelli; interverranno Marta Rocchi, il regista Matteo Parisini e Giacomo Bergamini, delegato alla Sostenibilità dell’Università di Bologna.
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