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Si è concluso il progetto di ricerca “Focus on parents: antecedents, trajectories and role differences in parental burnout”, finanziato dall'Unione Europea – NextGenerationEU nell'ambito dei fondi PNRR, coordinato dalle Professoresse Federica Andrei ed Elena Trombini del Dipartimento di Psicologia "Renzo Canestrari" dell’Alma Mater.

Il progetto, di durata biennale, ha coinvolto tre campioni di genitori appartenenti alla popolazione italiana, con figli di età compresa tra 0 e 18 anni, reclutati tramite istituti scolastici, servizi di salute mentale e la coorte dello studio NINFEA. Oggetto centrale dell'indagine è il burnout genitoriale (BG), una sindrome clinica distinta dallo stress genitoriale e dal burnout lavorativo, caratterizzata da esaurimento emotivo e fisico legato al ruolo genitoriale, distacco emotivo nei confronti dei figli, perdita di soddisfazione nel ruolo e contrasto nella rappresentazione del sé come genitore.

Tra i principali obiettivi del progetto: indagare la validità psicometrica della versione italiana del Parental Burnout Assessment (PBA); produrre dati epidemiologici inediti sul burnout genitoriale nel contesto italiano (prevalenza, fattori di rischio e di protezione, traiettorie nel tempo); approfondire le caratteristiche del BG in specifiche popolazioni a rischio (ad es. genitori con psicopatologia). 

I risultati della ricerca sono stati presentati durante il convegno “Genitorialità contemporanee: voci in dialogo", organizzato dalle Professoresse Federica Andrei ed Elena Trombini, che ha riunito ricercatori di quattro atenei (Bologna, Palermo, Roma La Sapienza, Torino), clinici, pedagogisti, pediatri, neuropsichiatri infantili, ostetriche ed educatori, dando vita a un confronto interdisciplinare su genitorialità, burnout genitoriale e modelli di sostegno alle famiglie.

Il convegno è stato aperto dai saluti istituzionali di Maria Letizia Guerra (Delegata del Rettore per l'impegno pubblico), Elvira Cicognani (Direttrice del Dipartimento di Psicologia "Renzo Canestrari"), Isabella Conti (Assessora regionale a Welfare e Politiche per l'infanzia e la scuola, Regione Emilia-Romagna) e Luana Valletta (Presidente dell'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna).

La mattinata è proseguita con gli interventi di Elena Trombini e Veronica Della Casa (Dipartimento di Psicologia “Renzo Canestrari”, Università di Bologna), che hanno illustrato i risultati multiregionali del progetto, mostrando che il BG può manifestarsi anche in assenza di difficoltà socio-economiche, mentre fattori interni come il perfezionismo e il carico mentale svolgono un ruolo determinante. È stata inoltre evidenziata una differenza sistematica tra madri e padri – con livelli più elevati nelle madri – e una tendenza alla stabilità longitudinale del fenomeno in assenza di intervento.

Maria Stella Epifanio e Marco Andrea Piombo (Università di Palermo) hanno poi approfondito il burnout paterno, descrivendolo come un fenomeno relazionale complesso, in cui acquistano rilievo il ruolo del partner e la funzione regolativa coparentale.

Maja Popovic (Università di Torino) ha presentato, a seguire, i dati della coorte dello studio NINFEA sulle origini precoci del burnout nelle madri, mostrando come già nei primi mille giorni di vita emergano pattern di vulnerabilità legati a fattori sociodemografici, caratteristiche materne e qualità dell'interazione madre-bambino.

Un’occasione di incontro, in cui diverse prospettive professionali si sono confrontate durante una tavola rotonda a cui hanno partecipato: Francesca Agostini (Psicologa, Psicoterapeuta, Professoressa di Psicologia Dinamica, al Dipartimento di Psicologia “Renzo Canestrari”) che ha discusso dell'importanza della lettura integrata dei processi intrapsichici, neurobiologici, evolutivi e sociali e dell'intercettazione precoce degli scenari ad alto rischio; Lucia Balduzzi (Professoressa di in Didattica e Pedagogia Speciale al Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”), che ha presentato il sistema "Poli Millegiorni", una rete integrata su territorio nazionale di centri per i servizi educativi 0-6 anni; Marina Govoni e Michele Torella (Pediatri di libera scelta, ASL Bologna) che hanno sottolineato il ruolo del pediatra come sentinella nel riconoscimento precoce del BG; Simona Bertozzini (Psicopedagogista, Responsabile U.O. Attività Educative e Coordinamento Pedagogico, Comune di Pesaro) che ha illustrato strategie psicopedagogiche per il sostegno ai genitori all'interno dei servizi educativi 0-6 anni; Alessandra Bellasio (Ostetrica, Responsabile della Formazione Continua in Medicina per UniMamma – MediaDream Academy, Presidente di UMAP – Associazione di Promozione Sociale per il Sostegno alla Genitorialità e Fondatrice del Progetto BestBirth.it) che ha portato la prospettiva ostetrica, valorizzando l’importanza di un accompagnamento continuativo sin dalla gravidanza.

La sessione conclusiva ha ampliato l'orizzonte della genitorialità lungo l'intero arco evolutivo. Giorgio Rossi (Neuropsichiatra, Psicoterapeuta, Già Direttore di Struttura Complessa di Neuropsichiatria di Varese, Professore a contratto, Facoltà di Psicologia, Università Cattolica Brescia) ha affrontato le specificità dell'essere genitori di adolescenti, analizzando fatiche relazionali e disorientamento identitario propri di questa fase.

Successivamente Leonardo De Pascalis (Psicologo, Professore di Psicologia Dinamica, Dipartimento di Psicologia “Renzo Canestrari” dell’Università di Bologna e Department of Psychology, Institute of Population Health, University of Liverpool) ha presentato la Lettura Dialogica Condivisa come pratica di promozione dello sviluppo infantile e strumento di supporto indiretto alla genitorialità.

Infine, Barbara Giorgi e Cristina Nanetti (Psicologhe, Psicoterapeute, Psicoanaliste del Centro Psicoanalitico di Bologna) hanno offerto uno sguardo psicoanalitico sulle trasformazioni della genitorialità contemporanea, attraverso l’esperienza dei gruppi "Essere Genitori" e "Il Faro" come spazi di elaborazione psichica delle eredità familiari e dei cambiamenti sociali.