Unibo Magazine

Una due giorni per definire il ruolo delle politiche alimentari nell’attuale contesto di grande incertezza geopolitica ed economica internazionale. La promuovono, lunedì 20 e martedì 21 aprile, l'Università di Bologna e Johns Hopkins University SAIS Europe: un doppio appuntamento pensato per capire come la ricerca scientifica possa supportare le scelte pubbliche, superando e aggiornando conoscenze e strumenti che rischiano di diventare obsoleti in un panorama in rapida evoluzione.

L'evento è l'occasione per presentare un nuovo “think tank” di esperti internazionali che avrà il compito di affrontare e analizzare con tempestività le nuove sfide e le dinamiche in rapido mutamento nel campo delle politiche alimentari. L'idea nasce da un’iniziativa congiunta di Mario Mazzocchi (Università di Bologna) e Jessica Fanzo (Johns Hopkins University) e coinvolge, tra gli altri, docenti e ricercatori di prestigiose università, tra cui University of Cambridge, Harvard University, Cornell University, Imperial College London, University of California e Copenhagen Business School, nonché esperti della Food and Agriculture Organization e del World Food Programme e di altre organizzazioni internazionali.

In un periodo di grande incertezza geopolitica ed economica, il tema delle politiche alimentari è divenuto centrale nell’agenda internazionale e la ricerca è chiamata a fornire l’evidenza scientifica necessaria per supportare interventi efficaci ed equi. I conflitti in corso, le variazioni delle tariffe di import-export e del commercio internazionale, nonché l’introduzione dei nuovi farmaci antiobesità, hanno creato per i sistemi agroalimentari uno scenario inedito, caratterizzato da prezzi elevati — spesso superiori al tasso d’inflazione — nonché da marcata variabilità e incertezza, anche nella comunicazione mediatica e nella percezione pubblica.

Si tratta di un contesto particolarmente gravoso per le fasce più vulnerabili, soprattutto nei paesi a basso reddito, e di una situazione che potrebbe indurre cambiamenti significativi nelle scelte alimentari, con ripercussioni rilevanti sulla salute pubblica e sulla sostenibilità ambientale.

Di tutto questo si parlerà lunedì 20 aprile, dalle 14,30, alla Johns Hopkins University SAIS Europe (ingresso libero con registrazione online). La sessione si aprirà con interventi dei Rettori delle due università - Renaud Dehousse per Johns Hopkins e Giovanni Molari per l’Università di Bologna - mentre il benvenuto ai partecipanti nella città di Bologna sarà affidato a Andrea Segrè, Consigliere speciale del Sindaco di Bologna per le politiche alimentari urbane e metropolitane e Presidente della Fondazione Casa Artusi. Mario Mazzocchi, dell’Università di Bologna, introdurrà gli interventi di Jessica Fanzo (Johns Hopkins) e Ben Davis (FAO). Chiuderà la giornata una tavola rotonda con la partecipazione di Lucia Reisch (Università di Cambridge), Lynnda Kiess (World Food Programme), Bhavani Shankar (Università di Sheffield) e Will Masters (Tufts University).

Sarà invece l'Università di Bologna ad ospitare, martedì 21 aprile, la prima giornata di lavoro del gruppo di esperti, che attualmente comprende circa trenta ricercatori provenienti da venti diverse istituzioni di tutto il mondo. Si parlerà degli effetti dell’aumento del costo della vita sull’alimentazione, in particolare per le popolazioni più vulnerabili, del problema della sicurezza alimentare e della qualità nutrizionale nei paesi a basso reddito, degli effetti dei cambiamenti nel sistema delle tariffe internazionali e dei conflitti in corso, della crescente rilevanza delle politiche comportamentali rispetto a quelle economiche tradizionali, con un particolare focus su sostenibilità e cambiamento climatico.
 
Per la ricerca scientifica su questi temi, infatti, la sfida consiste nell’analizzare un contesto nuovo, da un lato valorizzando conoscenze e strumenti consolidati, dall’altro identificando percorsi e metodi innovativi per rispondere a situazioni in larga parte inedite e, soprattutto, in rapida evoluzione. Un’ulteriore sfida è poi comunicare efficacemente i risultati della ricerca ai decisori pubblici e alla società, anche in presenza di incertezze o pareri scientifici discordanti, in un contesto di flusso informativo rapido e crescente diffidenza.