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L’aumento delle temperature dovuto al cambiamento climatico ha effetti anche sulla natalità. Uno studio pubblicato su PNAS, basato sui dati di 5 milioni di nascite in 33 paesi dell’Africa subsahariana e in India, mostra che temperature più alte sono associate a un rischio maggiore di aborto spontaneo, in particolare per i feti maschi.

"Questa è la prima indagine su larga scala che mette in relazione la temperatura registrata durante il periodo intrauterino con i dati anagrafici relativi a ogni singola nascita", spiega Raya Muttarak, professoressa al Dipartimento di Scienze Statistiche "Paolo Fortunati" dell'Università di Bologna, tra gli autori dello studio. "Grazie a questo approccio siamo riusciti a dimostrare per la prima volta, sulla base di campioni ampi e aggiornati nel Sud del mondo, che la temperatura influisce sul rapporto tra i sessi alla nascita".

È noto da tempo che gli shock subiti durante la gravidanza possono alterare il rapporto tra i sessi alla nascita, aumentando in modo sproporzionato l'aborto spontaneo dei feti maschi. Oltre a questo, una serie di ricerche ha dimostrato che la temperatura esterna può influire sulla frequenza di aborti spontanei. Gli studiosi hanno quindi deciso di indagare questi aspetti con un'ampia analisi che ha preso in considerazione i dati di 5 milioni di bambini e bambine nati tra il 2000 e il 2022 in 33 paesi dell'Africa subsahariana e in India.

“I risultati mostrano che la temperatura esterna durante il periodo di gravidanza influisce sul rapporto tra i sessi alla nascita, determinando in particolare una diminuzione delle nascite maschili”, dice Muttarak. “Questa evidenza è in linea con la teoria evoluzionistica secondo cui i maschi sono più vulnerabili agli ambienti prenatali avversi e presentano quindi un rischio maggiore di aborto spontaneo in contesti stressanti”.

Gli studiosi sottolineano inoltre che questo fenomeno può portare a modificare le scelte in materia di pianificazione familiare. In India, in particolare, il rapporto tra i sessi alla nascita è storicamente sbilanciato a favore dei maschi a causa della pratica dell’aborto selettivo femminile. L’aumento di aborti spontanei tra i feti maschi, dovuto alle alte temperature, starebbe però portando a una riduzione di questa pratica e a un ritrovato bilanciamento tra neonati maschi e femmine.

“L'aumento delle temperature ha conseguenze misurabili sulla sopravvivenza fetale e sui comportamenti relativi alla pianificazione familiare, con implicazioni per la composizione della popolazione e l’equilibrio di genere”, conferma Muttarak. “Comprendere questi processi è essenziale per prevedere in che modo l’ambiente influirà sulla composizione delle società umane in una fase di riscaldamento climatico”.

Gli studiosi sottolineano che, in un contesto di continuo aumento delle temperature a livello globale, è fondamentale aumentare gli investimenti a tutela della salute materna e per l'accesso all'assistenza sanitaria. Perché il cambiamento climatico non è soltanto una sfida ambientale ed economica, ma anche una questione fondamentale per la salute pubblica e la demografia.

Lo studio è stato pubblicato su PNAS con il titolo “Temperature and sex ratios at birth”. Per l’Università di Bologna ha partecipato Raya Muttarak, professoressa al Dipartimento di Scienze Statistiche "Paolo Fortunati". Gli altri autori sono: Jasmin Abdel Ghany, Joshua Wilde e Ridhi Kashyap dell’Università di Oxford e Anna Dimitrova del Barcelona Institute for Global Health (ISGLOBAL).