Unibo Magazine

"Auspichiamo che l’Erasmus mantenga e rafforzi la sua vocazione originaria, perché non è solo un programma di mobilità, ma un vero e proprio pilastro dello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore e uno strumento di diplomazia accademica". Con queste parole, il Rettore Giovanni Molari ha salutato oggi l'apertura dell'InfoDay nazionale Erasmus+ per l'Istruzione superiore, ospitato quest'anno dall'Università di Bologna.

La due giorni di incontri - 11 e 12 dicembre - offre una panoramica completa sulle opportunità del Programma Erasmus, le modalità di partecipazione alla prossima annualità di Erasmus+, le novità per il settore, come lo European Degree, e le prospettive per il prossimo settennio 2028-2034.

Il Rettore Giovanni Molari all'apertura dell'InfoDay nazionale Erasmus+
Il Rettore Giovanni Molari all'apertura dell'InfoDay nazionale Erasmus+

Da quando è nato, nel 1987, più di 16 milioni di persone hanno preso parte al Programma Erasmus, che nel corso del tempo si è ampliato, riunendo con il nome Erasmus+ i diversi programmi dell’Unione Europea dedicati alla cooperazione transnazionale e alla mobilità.

Una grande iniziativa europea che ha visto fin dall'inizio l'Università di Bologna tra i suoi sostenitori più entusiasti, tanto che oggi l'Alma Mater è al primo posto in Europa sia per il numero di studentesse e studenti che partono in Erasmus, sia per quelle e quelli che vengono accolti a Bologna e nei Campus della Romagna. Un risultato che si collega con la forte vocazione internazionale dell'Ateneo, che conta 110 corsi di studio internazionali, di cui 91 interamente in lingua inglese, e il 10% degli studenti iscritti con nazionalità diverse da quella italiana.

"L’impatto del programma Erasmus a livello europeo è stato straordinario", ha ricordato il Rettore Molari. "Questa iniziativa ha contribuito a creare una generazione di giovani con una mentalità aperta, internazionale e interculturale, ha rafforzato le competenze linguistiche e professionali, e ha avuto un effetto strutturale sul mercato del lavoro europeo".

I primi cinque atenei europei per studenti Erasmus
I primi cinque atenei europei per studenti Erasmus

Il successo di Erasmus+ si vede anche nell'aumento costante dei finanziamenti messi in campo: dai circa 14 miliardi di euro del periodo 2014–2020, si è passati a 28,4 miliardi per il periodo 2021–2027, fino a raggiungere una proposta che punta a circa 40 miliardi di euro per la prossima programmazione. A questa crescita finanziaria si accompagnano obiettivi estremamente ambiziosi: entro il 2030, almeno il 23% dei laureati europei dovrebbe aver vissuto un’esperienza di mobilità internazionale, rispetto all’attuale 15%.

Erasmus, inoltre, significa condivisione di valori all’interno dello spazio europeo dell’alta formazione: promozione di una mobilità che sia sostenibile per l’ambiente, inclusiva per tutte le studentesse e gli studenti, sorretta da processi amministrativi sempre più semplici e da processi di selezione e valutazione condivisi e trasparenti. E il rafforzamento della mobilità internazionale favorisce anche il rinnovamento dell'attività didattica, con titoli multipli o congiunti, percorsi di formazione innovativi e sinergie sempre più strette tra le comunità accademiche di tutta Europa.