Da quando è nato, nel 1987, più di 16 milioni di persone hanno preso parte al Programma Erasmus, che nel corso del tempo si è ampliato, riunendo con il nome Erasmus+ i diversi programmi dell’Unione Europea dedicati alla cooperazione transnazionale e alla mobilità.
Una grande iniziativa europea che ha visto fin dall'inizio l'Università di Bologna tra i suoi sostenitori più entusiasti, tanto che oggi l'Alma Mater è al primo posto in Europa sia per il numero di studentesse e studenti che partono in Erasmus, sia per quelle e quelli che vengono accolti a Bologna e nei Campus della Romagna. Un risultato che si collega con la forte vocazione internazionale dell'Ateneo, che conta 110 corsi di studio internazionali, di cui 91 interamente in lingua inglese, e il 10% degli studenti iscritti con nazionalità diverse da quella italiana.
"L’impatto del programma Erasmus a livello europeo è stato straordinario", ha ricordato il Rettore Molari. "Questa iniziativa ha contribuito a creare una generazione di giovani con una mentalità aperta, internazionale e interculturale, ha rafforzato le competenze linguistiche e professionali, e ha avuto un effetto strutturale sul mercato del lavoro europeo".