Si è spento Claudio Galletti, professore emerito di Fisiologia all'Università di Bologna dove ha ricoperto, nel corso della carriera accademica, importanti incarichi istituzionali. E' stato componente del Senato Accademico, dell'Osservatorio della Ricerca e dell'Istituto di Studi Avanzati (ISA), Preside della Facoltà di Farmacia e Presidente della Scuola di Farmacia, Biotecnologie e Scienze Motorie, promuovendo sempre il dialogo tra competenze e sensibilità diverse e contribuendo con responsabilità alla crescita dell'Ateneo.
L'attività scientifica del prof. Galletti si è concentrata sullo studio dei meccanismi neurali attraverso i quali il cervello integra le informazioni visive per guidare la percezione e l'azione. Ricercatore di straordinario rigore metodologico e di profonda onestà intellettuale, ha sempre concepito la ricerca come un percorso di conoscenza fondato sull'accuratezza, sul confronto critico e sulla continua verifica delle evidenze scientifiche. Pur essendo riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori studiosi della fisiologia dei processi visuomotori, ha sempre mantenuto uno stile improntato alla discrezione e all'umiltà, anteponendo il desiderio di comprendere i fenomeni naturali al riconoscimento personale.
Profondamente legato all'Alma Mater, Galletti ha fondato il Laboratorio di Neurofisiologia dei Processi Visuomotori, dando impulso a linee di ricerca innovative che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo delle neuroscienze. Attorno a quel laboratorio ha costruito una scuola scientifica riconosciuta a livello internazionale, formando generazioni di ricercatrici e ricercatori che oggi operano in università e centri di ricerca in Italia e all'estero. Considerava la formazione dei giovani parte integrante della ricerca: ne seguiva con attenzione la crescita, stimolandone l'autonomia di pensiero, il confronto aperto e l'integrità scientifica. Il suo laboratorio è stato un luogo di dialogo, collaborazione e apertura internazionale, capace di attrarre studiosi provenienti da discipline e Paesi diversi.
Ha promosso collaborazioni con numerosi gruppi di ricerca internazionali e ha partecipato a prestigiosi progetti europei, contribuendo allo sviluppo delle neuroscienze anche attraverso un intenso confronto con la comunità scientifica internazionale. Partecipava con entusiasmo ai principali congressi del settore, tra cui quelli della Society for Neuroscience, convinto che il progresso della conoscenza nascesse dal dialogo e dalla discussione scientifica. Per l'eccellenza della sua attività di ricerca gli è stato conferito il prestigioso Golden Brain Award della Minerva Foundation di Berkeley.
Il rigore rappresentava il tratto distintivo del suo modo di fare scienza. Chi ha lavorato al suo fianco ricorda la cura con cui analizzava la letteratura scientifica, verificava ogni riferimento bibliografico e richiamava costantemente l'importanza della precisione, della correttezza delle fonti e dell'onestà nella comunicazione dei risultati. Anche dopo il pensionamento, come Professore Emerito, ha continuato a dedicarsi con passione alla ricerca, potendo finalmente consacrare tutto il proprio tempo agli studi di neurofisiologia.
Con la scomparsa del professor Claudio Galletti, l'Università di Bologna perde uno studioso che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo delle neuroscienze e alla crescita dell'Alma Mater. La sua eredità vive nelle ricerche che ha avviato, nella scuola scientifica che ha saputo costruire e nelle tante persone che ha formato. Rimane l'esempio di un ricercatore che ha interpretato la scienza come ricerca rigorosa della conoscenza, guidato dalla curiosità intellettuale, dall'integrità e da un profondo senso di responsabilità verso la comunità scientifica e l'istituzione universitaria.