Si è spento Giovanni Gentile Giuseppe Marchetti, già professore di Letterature ispano-americane dell'Alma Mater, dove ha ricoperto, nel corso della sua carriera accademica, il ruolo di Direttore del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne - LILEC.
Il prof. Marchetti si è distinto per il costante e appassionato interesse rivolto alle questioni culturali latinoamericane, e in particolare alle letterature e alle culture messicane, nonché per l’ampiezza e la varietà dei suoi percorsi di ricerca, che ne hanno fatto un punto di riferimento imprescindibile per gli studi latinoamericani tanto in Italia quanto in Messico.
I suoi lavori spaziano dall’opera di Francisco Xavier Clavijero – cui ha dedicato il saggio Cultura indígena e integración nacional: la “Historia antigua de México” de F. J. Clavijero – e di Bernardino de Sahagún alla poesia messicana del XX secolo, tanto in lingua spagnola quanto nelle lingue indigene, nonché all’opera dello scrittore Carlos Montemayor.
Muovendo dalla riflessione sulla disputa del Nuovo Mondo e dalla figura di Antonello Gerbi, la sua ricerca ha inoltre abbracciato le problematiche della letteratura contemporanea e della “crónica periodística”.
La sua prolifica e straordinaria attività di ricerca è stata affiancata da decenni di insegnamento presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna, per il quale ha anche ricoperto il ruolo di Vice-direttore dal 2007 al 2010 e di Direttore dal 2010 al 2015, guidando la comunità di Ateneo in un momento di profonde trasformazioni e importanti sfide. Qui ha insegnato storia delle Letterature ispano-americane e introdotto lo studio del náhuatl, lingua indigena messicana, offrendo un insegnamento che ha rappresentato un caso pressoché unico nel panorama universitario italiano.
Amato da generazioni di allievi e colleghi – molti dei quali, oggi, sono a loro volta studiosi e docenti –, il professor Giovanni Gentile Giuseppe Marchetti sarà sempre ricordato per il fondamentale contributo offerto alla conoscenza e alla diffusione delle culture messicane in Italia, in particolare a Bologna, e per il profondo legame che ha saputo costruire con il Messico. Ma quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo conserveranno soprattutto il ricordo del suo straordinario calore umano, della sua generosità, della dedizione e del rigore scientifico con cui ha accompagnato, per decenni, la sua attività di studioso e di maestro.