Unibo Magazine

Il nuovo progetto museografico, che inaugura oggi venerdì 31 luglio alle 17:30, segna un importante passo nel percorso di valorizzazione di questo noto monumento. L’obiettivo è trasformare la visita in un’esperienza capace di accompagnare il pubblico attraverso i momenti più significativi della storia del monumento e del territorio, offrendo strumenti di orientamento e di lettura che rendano più accessibile, dal punto di vista cultuale e cognitivo, un patrimonio di straordinaria ricchezza. La Fortezza è uno dei complessi monumentali più visitati dell’Emilia-Romagna, con oltre 66 mila ingressi nel 2025, ma la sua storia si è stratificata nel tempo senza un sistema unitario di racconto. Questo progetto nasce proprio dalla volontà di restituire ai visitatori una narrazione organica, capace di valorizzare il monumento nella sua complessità e di accompagnarli alla scoperta delle storie che custodisce».

I nuovi pannelli sono il primo tassello di una strategia di valorizzazione di più ampio respiro, che accompagnerà nei prossimi anni l’evoluzione del museo. L’obiettivo è costruire un sistema integrato di comunicazione, orientamento e fruizione capace di coniugare rigore scientifico, innovazione tecnologica e accessibilità, restituendo pienamente la complessità storica del monumento e rafforzandone il ruolo all'interno della rete dei Musei Nazionali e del patrimonio culturale dell'Emilia-Romagna.

Il sistema di comunicazione, bilingue, è caratterizzato da testi sintetici e narrativi, mappe di orientamento e QR code che permettono di accedere ad approfondimenti sulla storia della Fortezza e che, nelle successive fasi del progetto, sono destinati ad arricchirsi progressivamente con contenuti multimediali (video, ricostruzioni 3D, audionarrazioni, gallerie di immagini, ecc.).

Per rendere ancora più accessibile la visita, l’intero percorso è stato organizzato attraverso un sistema cromatico che consente di strutturare le informazioni nei pannelli in tre grandi ambiti tematici: Paesaggio e territorio, Storia e architettura e Personaggi.

I cromatismi, i disegni e i box di sintesi previsti in ogni pannello consentono ai visitatori di orientarsi con immediatezza all’interno del complesso monumentale, composto da una straordinaria varietà di temi, storici, architettonici, militari, sociali e di cogliere i principali snodi della complessiva storia del monumento nelle sue diverse fasi: dalla prima realtà altomedievale di castello-fortificazione, a quella di Rocca fino alla inaccessibile Fortezza rinascimentale e quindi di prigione pontificia.

Il racconto della monumentale e stratigrafica rete di tradizioni, informazioni e memorie culturali si articola attraverso le tre piazze d’armi e il conseguente passaggio ai piani superiori. Dal paesaggio visibile dalla prima piazza d’armi - primo dei cinque punti di osservazione in cui, attraverso il paesaggio la geografia diventa occasione di conoscenza storica - si passa alla seconda piazza da cui si accede ai due torrioni, l’uno dedicato a Federico da Montefeltro e alle novità introdotte da Francesco di Giorgio Martini nell’architettura e nell’arte della guerra, il secondo alla fragilità della rupe e alla ricostruzione della parte di fortezza crollata grazie all’intervento di Giuseppe Valadier a fine Settecento. Il passaggio alla terza piazza, conduce al grande edificio su più livelli, il palatium che, trasformandosi nel tempo, ha ospitato vescovi e imperatori, i signori delle corti dal ‘300 al ‘500, e infine i castellani e i prigionieri dello stato pontificio. Al suo interno, al primo livello, si ritrova il breve percorso, realizzato negli anni Novanta del secolo scorso, dedicato a streghe, torture e inquisizioni, rivisitato nei contenuti in questa occasione. A seguire, si sale ai livelli superiori accedendo al MusLeo dove, con contenuti multimediali, si ripercorrono le vicende del monumento e dei personaggi che lo hanno abitato. Passando per le celle papaline, si arriva all’ultimo piano, dove è possibile vedere la collezione di armi antiche e la restituzione storica e iconografica della presa di San Leo da parte dello Stato Pontificio con un esercito guidato dalla famiglia de’ Medici. Al medesimo piano si trova la sezione dedicata a Cagliostro - il più celebre tra i detenuti della Fortezza - e un’ultima sala con installazioni sonore dedicata ai “Suoni e voci di San Leo”. Si ridiscende infine sino alla cella di Cagliostro e a quella di Felice Orsini, accendendo così un focus sul Risorgimento.

Il nuovo percorso è integrato da strumenti di comunicazione progettati secondo criteri di accessibilità e inclusione. A partire dal nuovo sito web della Fortezza (disponibile per il giorno dell’inaugurazione) che per la prima volta offrirà un’identità autonoma e riconoscibile all’interno del circuito dei Musei Nazionali, diventando il punto di riferimento per informazioni, approfondimenti e contenuti digitali. Inoltre, una volta giunti in Fortezza, i visitatori potranno orientarsi grazie a un pieghevole bilingue, disponibile all'ingresso che, attraverso mappe e infografiche, illustrerà i diversi itinerari di visita e le sezioni del museo, permettendo di cogliere fin dall'inizio la complessità e la ricchezza storica del monumento.

Afferma Elena Rossoni, Direttrice della Fortezza di San Leo: “Il progetto, di cui si presenta in questa occasione la prima importante fase, ha visto collaborare in maniera stretta i tre enti coinvolti, nella finalità comune di rendere sempre più evidente il ruolo di questo straordinaria emergenza architettonica, ricca di una storia ormai millenaria. Compiuto in sé nella totale revisione degli apparati museografici e degli strumenti di supporto alla visita, il progetto proseguirà con l’inserimento di approfondimenti scientifici da realizzarsi anche con l’utilizzo del digitale, con strumenti dedicati all’accessibilità visiva e con sostituti di presenza per coloro che, per problemi motori, non possono muoversi nei complessi percorsi di un luogo, di fatto, nato per essere inaccessibile”.

“Abbiamo cercato di tradurre visivamente, con testi accessibili anche a un pubblico di non esperti e con le grafiche arricchite da disegni, un insieme complesso e stratificato di informazioni e cognizioni storiche, architettoniche e culturali” – afferma Alessandro Iannucci, direttore scientifico del laboratorio FrameLAB dell’Università di Bologna – “l’obiettivo che caratterizza le nostre attività è infatti quello di trasferire la conoscenza e rendere accessibile il patrimonio culturale attraverso forme di co-progettazione come quella da tempo attiva con i Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia Romagna”.