La cattura del carbonio dall’aria rappresenta una delle frontiere più promettenti nella lotta al cambiamento climatico. Assieme alla possibilità di estrarre acqua potabile dall'aria anche nelle zone più aride del pianeta, questi risultati offrono soluzioni concrete a problemi globali, con effetti diretti sulla vita delle persone.
“La presenza del professor Yaghi - ha dichiarato Alberto Credi, professore di Chimica e già prorettore all’Università di Bologna - conferma l’impegno dell’Alma Mater nella ricerca internazionale avanzata per lo sviluppo sostenibile”.
Il percorso di Omar Yaghi testimonia il ruolo della scienza come strumento di crescita e opportunità. Nato in Giordania da una famiglia di rifugiati palestinesi e cresciuto in un campo profughi ad Amman, si è trasferito negli Stati Uniti a soli 15 anni. Oggi è professore alla University of California, Berkeley e uno dei chimici più citati al mondo. Nel 2025 ha ricevuto il Premio Nobel per la Chimica insieme a Susumu Kitagawa e Richard Robson.
Dirige il Berkeley Global Science Institute, impegnato nella creazione di centri di ricerca nei Paesi in via di sviluppo e nella formazione di nuovi talenti scientifici a livello globale.
Il suo legame con l'Italia è testimoniato dal Premio Balzan 2024, consegnato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e dalla sua elezione a socio straniero dell’Accademia Nazionale dei Lincei nel 2025.
All’Alma Mater, ha tenuto una lecture dal titolo A Global Mind for Discovery, rivolta a studentesse e studenti delle scuole superiori, e incontrato la comunità scientifica durante il workshop Precision Chemistry for a Sustainable Planet, per discutere il ruolo della chimica di precisione negli ambiti di acqua, energia e clima.
L’iniziativa è stata organizzata dai Dipartimenti di Chimica Industriale "Toso Montanari", Chimica "Giacomo Ciamician", Farmacia e Biotecnologie, Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari.