Quattro veicoli in scala 1:10, autonomi, connessi e cooperativi, in movimento all’interno di una pista di 8×10 metri a forma di otto. Al centro del tracciato, un incrocio stradale che i veicoli hanno attraversato coordinandosi tra loro, senza fermarsi.
È quanto realizzato nella demo del progetto MoVeOver, coordinato da Alessandro Bazzi, professore di Telecomunicazioni al DEI - Dipartimento di Ingegneria dell'Energia Elettrica e dell'Informazione "Guglielmo Marconi" dell’Università di Bologna.
Gestita da Lorenzo Farina, dottorando in Automotive Engineering for Intelligent Mobility all’Alma Mater, la demo è risultata la migliore fra le oltre cento presentate nella categoria nuove applicazioni in occasione dell’evento conclusivo di Restart, programma di ricerca finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Grazie ai sistemi di automazione e connettività montati a bordo delle mini-auto e all’algoritmo di gestione dell’incrocio sviluppato nell’ambito di MoVeOver, i veicoli hanno attraversato l’incrocio in modo fluido e sicuro, ripetendo l’esperimento numerose volte sotto lo sguardo incuriosito dei partecipanti.
Restart ha coinvolto negli ultimi tre anni università e industria con l’obiettivo di contribuire a disegnare il futuro delle telecomunicazioni in Italia. Con un finanziamento complessivo di oltre 100 milioni di euro, il programma ha riunito più di 130 partner accademici e industriali, organizzando le attività in 32 progetti di ricerca e 7 missioni tematiche.
Durante l’evento finale del programma – che si è svolto a Roma dal 19 al 21 gennaio e ha visto la partecipazione di politici, ricercatrici, ricercatori e operatori del settore - sono stati presentati i principali risultati raggiunti e discusse le sfide future delle tecnologie digitali e delle comunicazioni.
MoVeOver è frutto di una collaborazione tra l’Università di Bologna, Hipert Srl, il Politecnico di Torino, il Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR, l’Università di Padova, WindTre, il Gran Sasso Science Institute e l’Università degli Studi dell'Aquila, con contributi dal CNIT WiLab, dall’Università di Modena e Reggio Emilia e da RadioLabs.
Maggiori informazioni ai link di seguito:
una descrizione del progetto
le attività di alcuni giovani ricercatori
la preparazione tecnica della demo