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Bologna candidata come Centro europeo per le previsioni meteo

Forte della sua posizione strategica in Europa e sede dell'Università più antica del mondo occidentale, il capoluogo emiliano potrà diventare il punto di riferimento europeo per la ricerca e l'innovazione in ambito climatico

Accettata la candidatura di Bologna per essere presentata dal Governo all'Unione europea come prossima sede del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), l'organizzazione intergovernativa che attualmente ha sede in Inghilterra.  Il progetto prevede la realizzazione di un data center, una sede moderna ed efficiente dal punto di vista energetico, in grado di ospitare i super computer dell’Ecmwf e le relative attrezzature connesse, con infrastrutture logistiche di alto livello, in un ambiente scientifico innovativo correlato a una comunità di ricerca competitiva, stimolante e appassionante come quella bolognese. Sarà il Centro europeo Ecmwf a scegliere, il prossimo mese di febbraio, tra le candidate dei Paesi membri, quale sarà la sede destinata ad ospitare il nuovo data center.

VideoLa proposta, avanzata e sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna, ha avuto il supporto di importanti istituzioni italiane, come anche dell'Università di Bologna da sempre attenta e propositiva, a livello nazionale e internazionale, su un tema così importante come quello climatico. Secondo il progetto presentato, il data center dell’Ecmwf verrebbe situato presso il Tecnopolo di Bologna, all’ex manifattura Tabacchi, destinato a ospitare anche altre attività di ricerca correlate.

“L'Alma Mater - sottolinea il Rettore Francesco Ubertini - non può che sostenere ed essere orgogliosa dalla candidatura di Bologna come Centro europero per le previsioni meteo. La città potrà beneficiare degli importanti contributi scientifici, di ricerca e innovazione in ambito climatico, grazie anche all'Università di Bologna e al suo impegno, a livello nazionale e internazionale, verso un tema così importante. Inoltre credo che, grazie a questa iniziativa, potranno consolidarsi e integrarsi ancor di più i vari centri di ricerca pubblici e privati della Regione Emilia-Romagna”.