Logo d'ateneo Unibo Magazine

Siccità, migrazioni e cambiamento climatico in Africa

Un’indagine sulla distribuzione spaziale degli insediamenti umani in cinquanta paesi africani tra il 1992 e il 2013 mostra che durante i periodi di siccità ci sono vasti spostamenti umani verso i corsi d’acqua e le città. Un fenomeno che, accostato alle previsioni sul riscaldamento globale, delinea scenari preoccupanti


Durante i periodi di siccità, in larga parte dei paesi africani si registrano ampi movimenti migratori verso i corsi d’acqua o verso le grandi città. Un dato che, accostato alle previsioni sul cambiamento climatico, delinea scenari preoccupanti sui pericoli legati alle inondazioni e al sovraffollamento delle aree urbane.

L’analisi, pubblicata sulla rivista Earth’s Future, ha esplorato la relazione tra i periodi di siccità e la distribuzione spaziale degli insediamenti umani in cinquanta paesi africani tra il 1992 e il 2013.

"La nostra analisi mostra che i movimenti migratori durante i periodi di siccità si spingono più vicino alle aree fluviali e ai centri urbani rispetto a quanto avviene quando non ci sono problemi di siccità: un pattern che si ripete in gran parte dei paesi africani e suggerisce quindi un comportamento su larga scala", spiega Serena Ceola, professoressa al Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna, prima autrice dello studio. "Ma se aumenta la presenza umana nelle città e vicino ai corsi d’acqua aumenta anche il rischio per le persone in caso di alluvioni, siano esse pluviali, fluviali o costiere".

Negli ultimi cinquant’anni, i periodi di siccità sono diventati sempre più lunghi e hanno coinvolto territori sempre più ampi in gran parte dei paesi africani. Tra il 1970 e il 2019, solo il 7% dei disastri naturali è stato causato dalla siccità, ma al tempo stesso la siccità ha contribuito al 34% di tutte le morti causate da disastri naturali, la maggior parte in Africa.

Gli eventi climatici e meteorologici estremi stanno spingendo sempre più persone ad abbandonare le loro case per spostarsi altrove. Tra il 2009 e il 2018, in Africa, almeno 1,6 milioni di persone hanno dovuto migrare a causa della siccità: tra i paesi più colpiti ci sono Somalia, Etiopia, Angola, Botswana, Burkina Faso, Chad, Namibia e Niger.

Per osservare la relazione tra periodi di siccità e distribuzione degli insediamenti umani in Africa tra il 1992 e il 2013, gli studiosi hanno innanzitutto individuato per ogni paese le siccità annuali utilizzando il database internazionale delle catastrofi (EM-DAT) e i record dell’indice standardizzato di precipitazione ed evapotraspirazione (SPEI-12). Per l’analisi degli insediamenti umani hanno considerato invece i dati sulle popolazioni urbane e la distanza degli insediamenti dai fiumi, calcolata grazie all’osservazione delle luci artificiali notturne.

Dai dati emergono chiari segnali di vasti spostamenti umani verso i corsi d’acqua e le città durante i periodi di siccità in un numero compreso tra il 70 e l’81% dei paesi africani. Questo trend su larga scala mostra che la siccità, pur non essendo l’unico fattore in gioco, influenza in modo significativo la scelta delle persone di migrare altrove.

I modelli climatici indicano che se le temperature medie saliranno di oltre 2 gradi centigradi aumenterà in modo significativo la frequenza di periodi senza piogge e i periodi di siccità passeranno da 2 a 4 mesi nel Nord Africa, nel Sahel occidentale e nell’Africa meridionale. Se le temperature medie saliranno di 3 gradi centigradi, i periodi di siccità potrebbero aumentare tra 3 e 20 volte in gran parte dell’Africa.

Allo stesso tempo, in Africa, la popolazione che vive nelle regioni aride raddoppierà entro il 2050 e, anche senza considerare il cambiamento climatico, l’estensione delle aree urbane nelle regioni secche vedrà un aumento compreso tra il 300 e il 700% entro il 2030.

Alla luce dei dati emersi, questa rapida crescita delle città diventa ancora più preoccupante, visto che potrebbe amplificare le criticità già esistenti. Al tempo stesso, l’aumento degli insediamenti vicino ai corsi d’acqua aumenta il rischio di conseguenze tragiche in caso di alluvioni o inondazioni.

Lo studio è stato pubblicato su Earth’s Future con il titolo "Drought and Human Mobility in Africa". Gli autori sono Serena Ceola dell’Università di Bologna (Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e dei Materiali), Johanna Mård e Giuliano Di Baldassarre affiliati al Centre for Natural Hazards and Disaster Science (Svezia) e all’Università di Uppsala (Svezia).