Unibo Magazine

In occasione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicofisiologia e Neuroscienze Cognitive (SIPF), che si è svolto a Noto dal 16 al 18 settembre , due ricercatori del Dipartimento di Psicologia “Renzo Canestrari” dell'Alma Mater hanno ricevuto due riconoscimenti: il Premio SIPF Junior 2026 a Luca Tarasi  per uno studio di neuroscienze cognitive sulla percezione pubblicato su Nature Communications; il Premio SIPF-ITRN a Luigi Degni per la promozione dei principi dell’Open Science e della riproducibilità della ricerca. Due contributi diversi ma complementari della ricerca: da un lato è stata premiata l’originalità scientifica e il contributo alle neuroscienze cognitive, dall’altro l’attenzione ai principi dell’Open Science e della riproducibilità.

Luca Tarasi
Luigi Degni

Il lavoro di Luca Tarasi, pubblicato sulla rivista Nature Communications con il titolo “Alpha frequency shapes perceptual sensitivity by modulating optimal phase likelihood” e realizzato insieme a Vincenzo Romei, si inserisce nel campo delle neuroscienze cognitive della percezione e affronta una domanda fondamentale: in che modo i ritmi spontanei dell’attività cerebrale influenzano ciò che riusciamo a percepire? Al centro dell’indagine ci sono le oscillazioni alfa, un ritmo dell’attività elettrica cerebrale con una frequenza compresa approssimativamente tra 7 e 13 Hz e contribuisce a scandire temporalmente l’elaborazione delle informazioni sensoriali. 
Attraverso l’elettroencefalografia (EEG), lo studio ha analizzato l’attività cerebrale di 125 partecipanti impegnati in un compito di percezione visiva. I risultati mostrano che, quando immediatamente prima della comparsa di uno stimolo la frequenza alfa è più elevata, aumenta la capacità di rilevarlo correttamente: le persone diventano cioè più efficaci nel distinguere se lo stimolo è presente oppure assente.

“Questo riconoscimento è per me particolarmente significativo perché valorizza una ricerca che cerca di comprendere come le dinamiche spontanee dell’attività cerebrale possano influenzare, momento per momento, il modo in cui percepiamo il mondo”, spiega Tarasi. “Studiare questi meccanismi di base può essere importante anche in una prospettiva più ampia. Alterazioni della percezione, dei processi decisionali e delle dinamiche oscillatorie cerebrali sono infatti oggetto di studio in diverse condizioni neurologiche e psichiatriche. Comprendere come questi processi funzionino nel cervello sano può quindi rappresentare un punto di partenza per capire meglio come possano modificarsi in condizioni patologiche e, in prospettiva, contribuire all’individuazione di nuovi marcatori neurofisiologici”.

Il gruppo di ricerca di Luigi Degni si occupa, invece, di studiare i meccanismi neurali e le basi computazionali dei processi di decisione, con particolare riferimento a come segnali ambientali possano orientare le persone verso scelte maladattive.

“Il mondo accademico sta attraversando un periodo di profonda crisi della replicabilità scientifica, con numerosi articoli ritrattati ogni anno, anche su riviste storiche e ad alto impatto scientifico. Ciò è favorito dal mancato rispetto delle pratiche di Open Science, per cui mi fa particolarmente piacere ricevere questo premio che certifica l’impegno mio e del mio gruppo di ricerca, guidato da Giuseppe di Pellegrino e Sara Garofalo, per contrastare tali problematiche”, commenta Degni.

I suoi ultimi lavori, valutati ai fini del premio, si sono concentrati in particolare sull’identificazione di profili decisionali vulnerabili a comportamenti disfunzionali e patologici. 
“Il lavoro che sto svolgendo all’Università di Bologna - prosegue il ricercatore - ha forti implicazioni cliniche, che rendono ancora più importante la massima trasparenza sulle tecniche utilizzate e sui risultati ottenuti, così da favorirne la riproducibilità in altri laboratori e garantirne, in futuro, una solida applicabilità in ambito clinico”.