Lo spostamento dell’asse di rotazione terrestre, determinato anticamente dai processi innescati dalla progressiva ritirata dei ghiacciai, è in grado di modulare l’altezza del livello del mare. Un fenomeno causato dalle complesse interazioni tra le varie componenti del sistema Terra durante le deglaciazioni.
È quanto emerge da uno studio realizzato da un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dell’Università di Salisburgo e del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Università di Bologna. Pubblicata su Communications Earth & Environment, la ricerca ha riguardato i cosiddetti “highstand” dell’Olocene, ovvero le evidenze di un aumento del livello del mare fino a misure superiori a quelle attuali. Questi “highstand” sono osservati tipicamente alle medie e alle basse latitudini, in zone costiere lontane dalle antiche calotte glaciali.
Al culmine dell’ultima era glaciale, circa 21.000 anni fa, immense calotte di ghiaccio coprivano infatti il Nord America e il Nord Europa, e il livello medio degli oceani era circa 130 metri più basso di quello odierno. Con la progressiva ritirata dei ghiacciai, un'enorme quantità di acqua di fusione si è riversata negli oceani, ma il loro livello non è aumentato ovunque in modo uniforme. Si è prodotta invece una complessa distribuzione di aumento e diminuzione del livello degli oceani, causata dalla risposta della Terra solida alle sollecitazioni dovute ai maggiori carichi d'acqua sulla sua superficie e all’attrazione gravitazionale reciproca fra oceani e ghiacciai.
Inoltre, lo spostamento di enormi masse dalle calotte continentali agli oceani ha determinato una progressiva migrazione dell’asse di rotazione terrestre, che si è spostato in direzione della Baia di Hudson, vicino alla costa nord-orientale del Canada. In particolare, la deriva del polo di rotazione terrestre ha aumentato l’altezza degli highstand nell’Atlantico sud-occidentale, nel Pacifico nord-orientale e nell’Oceano Indiano settentrionale, e l'ha diminuita nell'Oceano Indiano meridionale e in alcune zone del Pacifico.