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Non solo cereali e legumi, ma anche alimenti fermentati come pane, vino e birra. La vita quotidiana e l’infanzia degli antichi abitanti di Pontecagnano, uno dei più importanti siti preromani dell’Italia meridionale, emergono dall’analisi dei loro denti. L’indagine – pubblicata su PLOS One e coordinata da ricercatori di Sapienza Università di Roma – ha coinvolto anche studiosi dell’Università di Bologna e offre nuove prospettive sull’adattamento bioculturale delle comunità dell’Italia nell’Età del Ferro.

"I denti sono archivi biologici eccezionali: crescono a ritmo quotidiano e conservano informazioni uniche sulla crescita, la salute e l’alimentazione delle popolazioni del passato", dice Owen Alexander Higgins, assegnista di ricerca al Dipartimento di Beni Culturali, tra gli autori dello studio. "Grazie all’integrazione dei dati da più denti dello stesso individuo, abbiamo potuto ricostruire aspetti dell’infanzia delle persone che hanno abitato questi luoghi con un dettaglio temporale sorprendente".

Uno dei denti campionati visto da diverse angolazioni (Immagine: Roberto Germano)
Uno dei denti campionati visto da diverse angolazioni (Immagine: Roberto Germano)

Pontecagnano, oggi in provincia di Salerno, fu un importante centro dell’Italia meridionale che, durante il cosiddetto "periodo Orientalizzante" (720–580 avanti Cristo), fu caratterizzato da una forte espansione economica e un aumento dei contatti culturali con il mondo greco che portò a una maggiore complessità e disuguaglianza sociale. È in questo contesto che si inserisce l'analisi, aprendo una finestra sulla vita degli individui dell'epoca, a partire dall'infanzia, aiutandoci a capire come le trasformazioni sociali e culturali che stavano avvenendo abbiano influenzato il loro stile di vita.

"Il sito di Pontecagnano ci offre un'opportunità unica per svelare le risposte bioculturali alle sfide sociali e ambientali emerse durante il periodo Orientalizzante, quando i confini, l'equilibrio politico e le reti in tutta la penisola italiana furono completamente ridisegnati", conferma Roberto Germano, dottorando presso Sapienza Università di Roma e primo autore dello studio. "Queste dinamiche potrebbero infatti aver influenzato la salute e lo stile di vita della popolazione locale non solo con la possibile esposizione a nuovi agenti patogeni, ma anche a causa di un accesso ineguale alle risorse legato all'emergere di nuove gerarchie sociali".

(Immagine: Germano et al. 2026)
(Immagine: Germano et al. 2026)

Gli studiosi hanno analizzato un campione di 30 denti appartenuti a 10 individui vissuti a Pontecagnano tra il VII e il VI secolo avanti Cristo. Per farlo hanno combinato due tecniche: l'istomorfometria dentaria - una tecnica che studia la crescita dei tessuti dentali e permette di ricostruire la cronologia di formazione del dente, individuando eventi di stress fisiologico durante l’infanzia - e l'analisi dei micro-residui intrappolati nel tartaro dentale, che consente di individuare tracce di dieta e abitudini di vita in età adulta.

In questo modo, è stato possibile ricostruire i tempi di formazione dei denti e delineare una cronologia degli stress fisiologici avvenuti durante l’infanzia. Non solo: i dati raccolti hanno permesso di identificare anche alcuni aspetti della dieta degli antichi abitanti di Pontecagnano. Nel tartaro dentale sono emerse infatti tracce di cereali, legumi, fibre vegetali e spore di lieviti che suggeriscono il consumo di alimenti fermentati come pane, vino e birra.

"Formatosi attraverso la mineralizzazione della placca, il tartaro dei denti conserva una vasta gamma di informazioni sulla dieta, la salute orale e altri aspetti della vita quotidiana delle persone", spiega Alessia Nava, professoressa presso Sapienza Università di Roma e coordinatrice dello studio. "La placca orale, infatti, può calcificarsi già nel giro di due settimane e se non viene rimossa può stratificarsi per mesi o per anni".

Procedura per la produzione delle sezioni sottili di uno dei denti (Immagine: Roberto Germano)
Procedura per la produzione delle sezioni sottili di uno dei denti (Immagine: Roberto Germano)

Il consumo di cereali e legumi è in linea con la presenza di pratiche agricole diversificate già note tra le antiche popolazioni italiane. L'aspetto danneggiato di alcuni granuli di amido rinvenuti nel tartaro dentale potrebbe inoltre suggerire attività di lavorazione alimentare come la cottura o la macinazione dei semi. La presenza di carie in alcuni dei denti analizzati suggerisce poi un'assunzione regolare di carboidrati.

Oltre a questi elementi, nei denti di tre individui vissuti a Pontecagnano sono state ritrovate molte spore di saccaromiceti, lieviti associati ai processi di fermentazione. La loro abbondanza nel campione di tartaro analizzato potrebbe quindi indicare il consumo regolare di cibi o bevande fermentate.

“Questi risultati vanno letti nel contesto delle più ampie trasformazioni socio-culturali che avvennero nel periodo Orientalizzante, quando l'intensificazione agricola e i crescenti contatti con il mondo mediterraneo contribuirono a modificare la disponibilità di risorse e le abitudini alimentari”, dice in conclusione Carmen Esposito, assegnista di ricerca al Dipartimento di Beni Culturali dell'Alma Mater, tra gli autori dello studio. “I risultati che abbiamo ottenuto ci permettono quindi di delineare un quadro più ampio delle strategie di adattamento bioculturale nell’Italia preromana e delle trasformazioni delle società mediterranee dell'epoca”.

Lo studio è stato pubblicato su PLOS One con il titolo “Health and lifestyle in the Iron Age Italian community of Pontecagnano (Campania, Italy, 7th-6th century BCE)”. Per l’Università di Bologna hanno partecipato Owen Alexander Higgins e Carmen Esposito, entrambi del Dipartimento di Beni Culturali.

  • Owen Alexander Higgins

    Owen Alexander Higgins

    Owen Alexander Higgins è assegnista di ricerca in Bioarcheologia al Dipartimento di Beni Culturali. La sua ricerca si concentra sull’istologia dentale come archivio biologico ad alta risoluzione temporale, integrando analisi microstrutturali, istomorfometriche ed elementari/isotopiche dei tessuti dentali per ricostruire crescita, salute, alimentazione e mobilità nelle popolazioni del passato. I suoi studi spaziano dal Paleolitico all’età moderna, in Italia e all’estero.