Si svolgerà, dal 10 al 12 settembre, a Bologna (qui le sedi), il LIX Congresso internazionale di studi della Società di Linguistica Italiana, organizzato dai Dipartimenti dell'Alma Mater (FICLIT, LILEC, DIT e EDU) in cui sono incardinati/e i/le linguisti/e dell'Università, 40 anni esatti dopo il precedente (che si è tenuto nel 1986).
Le tre giornate prevedono una sessione principale e cinque workshop tematici (nella mattinata di venerdì 11 settembre) per il tema "I dati nelle scienze del linguaggio", un argomento particolarmente centrale perché la linguistica, a differenza di molte altre discipline umanistiche, ha una forte vocazione sperimentale, che prevede quindi non solo metodologie rigorose per la raccolta, la classificazione e l'analisi dei dati e la ricerca sul campo, ma anche una costante riflessione sulla natura del dato linguistico.
La linguistica, in effetti, è tra le discipline umanistiche tra quelle che più vissuto cambiamenti sostanziali dei paradigmi di riferimento grazie alle cosiddette nuove tecnologie: oggi la tecnologia consente di compiere operazioni che fino a pochi anni fa erano impensabili (ad esempio raccogliere e trascrivere grandi quantità di dati di parlato, costruire corpora testuali con milioni e milioni di parole, compiere analisi quantitative in pochi minuti, ecc.).
Il convegno ha quindi lo scopo di favorire, attraverso i lavori di oltre 250 linguisti e linguiste partecipanti, una riflessione sulla natura e lo status del dato per le ricerche linguistiche.
La SLI - Società di Linguistica Italiana è la più antica società scientifica italiana nell'area delle scienze del linguaggio, essendo stata fondata nel 1967. La sua natura è, rispetto ad altre consulte, particolare perché, a differenza di altre società scientifiche, non ha un legame preferenziale o addirittura esclusivo con un settore scientifico-disciplinare, ma ha una maggiore apertura al confronto interdisciplinare. In più coinvolge anche docenti di scuola, oltre che dell'università.