Il Nodo Territoriale di Fano del “Biodiversity Gateway”
Coordinato dal Cnr attraverso l’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine di Ancona (Cnr-Irbim) e l’Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar), il Biodiversity Gateway di Fano rappresenta uno dei “nodi” dell’infrastruttura nazionale del National Biodiversity Future Center (NBFC) pensata per avvicinare la ricerca sulla biodiversità ai territori e alla società attraverso spazi fisici e strumenti innovativi. I diversi nodi già istituiti nelle città di Venezia, Palermo, Roma, Napoli e Lecce portano al pubblico temi, risultati e strumenti della ricerca scientifica, favorendo una maggiore conoscenza della biodiversità e delle sfide legate alla sua conservazione.
Il Nodo Territoriale di Fano, in particolare, è dedicato alle specie aliene marine, e trova nell’AlienLab il suo cuore espositivo e divulgativo: uno spazio progettato per raccontare, attraverso la ricerca scientifica e le nuove tecnologie, uno dei fenomeni che più stanno modificando gli ecosistemi del Mar Mediterraneo.
AlienLab andrà a integrare l’offerta al pubblico di DIDAMAR – l’acquario del Fano Marine Center – e costituisce la prima sala interattiva e immersiva interamente dedicata alle specie aliene del Mediterraneo. In essa, i visitatori potranno conoscere alcune delle specie che hanno avuto maggiore successo nell’insediarsi nel Mediterraneo, come il pesce scorpione e i pesci coniglio, e approfondire le dinamiche della loro diffusione attraverso simulazioni interattive: un ambiente pensato per avvicinare il pubblico a un fenomeno complesso e in continua evoluzione attraverso strumenti immersivi e tecnologie interattive, trasformando i risultati della ricerca scientifica in un’esperienza accessibile e coinvolgente.
Con oltre mille specie aliene conosciute, il Mediterraneo è infatti oggi uno dei mari maggiormente interessati dal fenomeno delle invasioni biologiche. Pesci, invertebrati e altri organismi provenienti da aree geografiche lontane hanno raggiunto le sue acque superando barriere naturali che per millenni ne avevano limitato la distribuzione. Un processo favorito dall’intensificazione degli scambi e dei trasporti marittimi, dall’apertura di nuovi collegamenti tra aree marine e dai cambiamenti ambientali, che rende il Mediterraneo un osservatorio privilegiato per studiare le trasformazioni della biodiversità marina.
L’AlienLab nasce per rendere questo fenomeno comprensibile e accessibile attraverso un percorso che combina contenuti scientifici, interazione e tecnologie immersive. Al centro dell’esperienza si trova anche ORMEF, il grande archivio mediterraneo dei pesci alieni, che raccoglie informazioni sulla storia di oltre duecento specie e migliaia di osservazioni scientifiche, restituendo attraverso i dati l’evoluzione di un fenomeno studiato da più di un secolo e mezzo. La visita prosegue con un’esperienza di realtà virtuale grazie a dei visori VR che permettono di immergersi nelle acque del Mediterraneo e di osservare da vicino uno degli ambienti maggiormente interessati dalla presenza di specie aliene, trasformando così la conoscenza scientifica in un’esperienza immersiva ed offrendo al pubblico un nuovo modo di esplorare la biodiversità marina e le sue trasformazioni.