Unibo Magazine

Chi portò il primo pallone da calcio a Bologna? A chi si devono i colori rossoblù? La mostra Campus di calcio. Studenti del Bologna FC dall'Università alla città ripercorre il ruolo fondamentale che ebbero gli studenti universitari nell’introduzione del gioco del calcio a Bologna, dai primi incontri di “quattro matti che correvano dietro a una palla” sui Prati di Caprara alla fondazione e ai successi della squadra del Bologna FC.

Dopo avere animato il corridoio di Palazzo Poggi, dal 3 luglio l’esposizione si è trasferita nella Sala Manica Lunga di Palazzo D’Accursio, dove sarà visitabile gratuitamente fino al 31 luglio. Il percorso offre un racconto che parte dai primi anni del Novecento, quando a Bologna iniziò a "prendere campo", grazie agli studenti universitari, un gioco ancora poco noto.

A portare dall'Inghilterra a Bologna uno dei primi palloni in cuoio per giocare a calcio fu Benito Álvarez Buylla y Lozana, studente del Reale Collegio di Spagna, nominato per questo “l’uomo del pallone”. Tra le figure di spicco in quegli anni, anche Antonio Bernabeu y Yeste, fratello di quel Santiago a cui è intitolato lo stadio del Real Madrid; Aldo Gradi, futuro notaio, pioniere nelle file della Società Sportiva Studentesca e fratello di Arrigo a cui si devono i colori rossoblù; Vittorio Puntoni, figlio dell’omonimo rettore e successivamente medico di fama; Emilio Sala Rosa, caduto per la patria durante la Grande Guerra; Giuseppe Della Valle, ingegnere, giocatore anche della Nazionale e terzo esponente di una dinastia di campioni.

La mostra è articolata in pannelli con testi e immagini ed espone le copie dei documenti provenienti dai Fascicoli degli studenti conservati nell’Archivio Storico Unibo e dei materiali iconografici concessi dal Bologna FC 1909, dal Reale Collegio di Spagna e dalla Fondazione Carisbo. Il percorso illustra le biografie di alcuni fra quei giovani studenti, provenienti da diverse realtà sociali e geografiche, uniti dalla passione per il nuovo gioco.

L’esposizione si sviluppa anche attraverso l’evoluzione dei luoghi del gioco: dal campo estemporaneo presso i Prati di Caprara ai primi impianti cittadini, fino alla realizzazione del Littoriale, oggi Stadio Renato Dall’Ara, simbolo della definitiva affermazione del calcio nella vita pubblica bolognese. Una selezione dei materiali tratti dal Fondo Umberto Costanzini conservato presso l’Archivio Storico dell’Università documenta la progettazione degli spazi sportivi cittadini e testimonia il legame tra sviluppo urbano e cultura sportiva.

Campus di calcio, promossa e curata dall’Archivio Storico dell’Alma Mater, è realizzata con il patrocinio del Bologna FC 1909, del Comune di Bologna e del Reale Collegio di Spagna.