"Il corpo della lingua": i luoghi e le opere dello Special Program di ART CITY Bologna 2026
L'Alma Mater apre le sue porte per ospitare artiste e artisti chiamati a indagare la conoscenza a partire dalla sua dimensione corporea e sensibile
"Gli interventi artistici del progetto 'Il corpo della lingua' ci mostrano quanto la creazione e la trasmissione del sapere siano inevitabilmente esperienze fisiche e concrete, radicate nella nostra umanità. E ci offrono nuove occasioni di riflessione sui meccanismi dei processi educativi e sulla natura dei luoghi della formazione"
Un itinerario che mette in dialogo l’Università di Bologna e alcuni dei suoi luoghi più emblematici con artiste e artisti chiamati a indagare la conoscenza a partire dalla sua dimensione corporea e sensibile. È lo Special Program "Il corpo della lingua", curato da Caterina Molteni e al centro di ART CITY Bologna 2026.
Dal 5 all’8 febbraio, l'Alma Mater apre le porte di una serie di spazi storici e non solo, alcuni dei quali aperti al pubblico per l’occasione: l’Aula "Alessandro Ghigi" dell’ex Istituto di Zoologia, l’Atrio dell’ex Facoltà di Ingegneria, la Sala della Boschereccia di Palazzo Hercolani, la Fondazione Federico Zeri, il Laboratorio didattico del Distretto Navile e l’Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna, insieme al Teatro Anatomico della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio. Le opere - appositamente commissionate o riallestite - instaurano un dialogo diretto con questi spazi, attivando nuove letture della storia accademica, architettonica e politica dell’Ateneo.
Le artiste e gli artisti coinvolti - giulia deval, Mike Kelley, Ana Mendieta, Alexandra Pirici, Augustas Serapinas, Jenna Sutela e Nora Turato - propongono modelli alternativi di produzione e trasmissione del sapere, mettendo in discussione l’autorità, la linearità e l’astrazione proprie della conoscenza accademica e artistica, con una particolare attenzione alle nuove forme di intelligenza.
Sabato 7 febbraio, l’Università di Bologna offre una serie di visite guidate gratuite, con iscrizione online, agli spazi coinvolti nello Special Program: Biblioteca Universitaria di Bologna, Collezione di Zoologia, Fondazione Federico Zeri, Palazzo Hercolani, Plesso di Ingegneria e Distretto Navile. Inoltre, in occasione di ART CITY Bologna, il Museo di Palazzo Poggi (via Zamboni 33) sarà aperto straordinariamente, con ingresso gratuito, giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 febbraio dalle 10 alle 19 e sabato 7 febbraio, in occasione di ART CITY White Night, dalle 10 alle 23.
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PITCH. Notes on Vocal Intonation - giulia deval
giulia deval (Torino, 1993) lavora a cavallo tra musica sperimentale e arte contemporanea, concentrando la propria ricerca sulla vocalità. Il progetto "PITCH. Notes on Vocal Intonation", vincitore della settima edizione del Premio Lydia, si compone di una performance lecture e un video saggio che esplora il ruolo dell’intonazione nelle conversazioni umane e non umane - in particolare, l’uso dei toni acuti e di quelli gravi - e nella costruzione di strutture di potere, intrecciando fonti testuali e audiovisive tra etologia, fonetica e cultura visiva (Foto: Davide Piferi de Simoni).
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PITCH . Notes on Vocal Intonation - giulia deval, "PITCH . Notes on Vocal Intonation" (2025, video still)
Con un approccio ironico e investigativo, PITCH porta alla luce la teoria del Frequency Code del fonetista John Ohala, fondata sugli studi dello zoologo e ornitologo Eugene S. Morton, approfondendo i significati che le diverse specie, compresa quella umana, attribuiscono ai registri alti e bassi della voce. Il progetto indaga il processo storico e culturale che ha portato ad associare i toni gravi a impressioni di autorevolezza e misura, e quelli acuti a sfumature di frivolezza, scarsa credibilità e subordinazione, percepite come fastidiose interruzioni di un ordine prestabilito.
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PITCH. Notes on Vocal Intonation - Aula Alessandro Ghigi dell’ex Istituto di Zoologia
In occasione di ART CITY Bologna 2026, l’opera è presentata nella sua doppia veste di performance e video nell’Aula “Alessandro Ghigi” dell’ex Istituto di Zoologia. Le lezioni performative si tengono dal 5 all’8 febbraio 2026 alle ore 15.00, con accesso libero fino a esaurimento posti. Il progetto è visitabile negli orari di apertura della sede: giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 febbraio 2026 dalle ore 10.00 alle 19.00, sabato 7 febbraio 2026 dalle ore 10.00 alle 23.00. (via San Giacomo 9) (Foto: Oscar Ferrari).
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Day Is Done - Atrio dell'ex Facoltà di Ingegneria , progetto di Giuseppe Vaccaro
Nell’atrio dell’ex Facoltà di Ingegneria (viale del Risorgimento 2), eccezionale esempio di razionalismo bolognese, troviamo il riallestimento di un’opera storica di Mike Kelley (Detroit, 1954 - Los Angeles, 2012), la cui ricerca ha indagato i legami nascosti tra potere, psicologia e norme sociali, con un’attenzione verso il ruolo dell’architettura (Foto: Oscar Ferrari).
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Day Is Done - Mike Kelley, 2004
"Day Is Done" raccoglie 31 cortometraggi musicali ispirati alle attività extracurricolari delle scuole statunitensi. Kelley trasforma immagini raccolte dagli annuari scolastici in concerti, sfilate, liturgie, feste in maschera e rievocazioni storiche con uno stile ironico, visionario e carnevalesco. Questi “rituali accettati di devianza" sono per l’artista l’espressione naturale dell’inconscio scolastico fatto di desideri repressi, tensioni, traumi latenti (Courtesy: Walker Art Center and Mike Kelley Foundation for the Arts - Foto: Cameron Wittig / SIAE Milano 2026).
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Day Is Done - Mike Kelley, "Day Is Done. Extracurricular Activity Projective Reconst ructions #2 - #32"
L’opera è visibile giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 febbraio 2026 dalle ore 10.00 alle 19.00, sabato 7 febbraio 2026 dalle ore 10.00 alle 23.00 (2005 - 2006, Film still, video, colore, suono, 169 - Courtesy Electronic Arts Intermix (EAI), New York & the Mike Kelley Foundation for the Arts, Los Angeles / SIAE Milano 2026).
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Flower Person, Flower Body - Ana Mendieta In Teotitlán del Valle, Mexico, 1976
La relazione profonda tra corpo, terra e identità è da sempre stata alla base delle indagini di Ana Mendieta (L’Avana, 1948 - New York, 1985). Segnata dall’esperienza dell’esilio, ha trovato negli elementi naturali e nei processi biologici una forma di conoscenza e di radicamento (© The Estate of Ana Mendieta Collection, LLC. Licensed Artist Rights Society (ARS), New York / SIAE Milan 2026/Courtesy Marian Goodman Gallery).
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Flower Person, Flower Body - Ana Mendieta, "Flower Person, Flower Body"
"Flower Person, Flower Body" ritrae un corpo intrecciato di fiori, sospinto dall’acqua fino a dissolversi nei suoi ritmi: una presenza che si accorda alla natura fino a confondersi con essa (1975, Film still, Super 8mm film transferred to HD digital media, color, silent; 6 min. 20 sec - © The Estate of Ana Mendieta Collection, LLC. Licensed Artist Rights Society (ARS), New York / SIAE Milan 2026 /Courtesy Marian Goodman Gallery).
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Flower Person, Flower Body - Sala della Boschereccia di Palazzo Hercolani, Rodolfo Fantuzzi
Nel contesto di ART CITY Bologna 2026, l’opera entra in dialogo con gli affreschi illusionistici della Sala della Boschereccia di Palazzo Hercolani (Strada Maggiore 45) proponendo tuttavia una diversa concezione di mimesi: non la rappresentazione della natura, ma una temporanea fusione con essa, che ne segue i cicli e ne riconosce l’autonomia. L’opera è visibile giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 febbraio 2026 dalle ore 10.00 alle 19.00, sabato 7 febbraio 2026 dalle ore 10.00 alle 23.00 (Foto: Antonio Cesari).
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Rejoin - Alexandra Pirici, autoritratto
Alexandra Pirici (Bucarest, 1982) intreccia danza, scultura, musica e parola in azioni e ambienti performativi. Per ART CITY Bologna 2026 presenta "Rejoin" (2016) una nuova produzione nel Teatro Anatomico della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio (piazza Luigi Galvani 1, Bologna), luogo che fin dalla sua costruzione ospitava le dissezioni pubbliche della Scuola di Medicina. Riferendosi all'immagine della salma sul tavolo anatomico, l’artista ribalta lo sguardo normativo dell’autopsia e restituisce nuova centralità ai corpi, umani e più-che-umani.
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Rejoin - Teatro Anatomico della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio
La performer interroga i modi in cui i corpi producono e trasmettono conoscenza, dando vita a una figura in metamorfosi continua che si sottrae alle gerarchie del sapere scientifico e alla tradizionale divisione tra soggetto e oggetto di studio. Il corpo che ne emerge non è più passivo, ma diventa generatore di vita e conoscenza, in dialogo con le molteplici forme di intelligenza che si relazionano continuamente a quella umana, siano esse cognitive, emotive o esperienziali, viventi o non viventi, naturali o artificiali (Foto: Valentina Serafini).
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Rejoin - Alexandra Pirici, "Attune"
Il lavoro che continua la ricerca dell'artista avviata nel 2024 con "Attune" - una commissione congiunta di Audemars Piguet e Hamburger Bahnhof Berlin - è realizzato grazie al supporto di Banca di Bologna, che conferma la sua partecipazione ultradecennale al programma istituzionale di ART CITY Bologna. L’azione performativa è eseguita da Michelle Cheung e Alexandra Pirici nei seguenti giorni e orari: giovedì 5, sabato 7 e domenica 8 febbraio 2026 alle ore 15.00, 15.45, 16.30, 17.15 e 18:00; venerdì 6 febbraio 2026 alle ore 15.45, 16.30, 17.15 e 18.00 (2024, veduta di allestimento, Hamburger Bahnhof Nationalgalerie der Gegenwart - Foto: Eduard Constantin).
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Chair for the Invigilator - Augustas Serapinas
L’intervento di Augustas Serapinas (Vilnius, 1990) interroga i legami simbolici tra spazio, architettura e percezione. La sua serie "Chair for the Invigilator" presenta sedute rialzate, ispirate alle postazioni dei bagnini, alte circa due metri e accessibili tramite una scala a pioli (Foto: Silver Mikiver).
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Chair for the Invigilator - Augustas Serapinas, 6 Chairs
Originariamente progettate per i guardasala, per ART CITY Bologna 2026 queste strutture vengono messe a disposizione del pubblico, invitato a utilizzarle come postazioni di lettura nella grande biblioteca della Fondazione Federico Zeri (piazzetta Giorgio Morandi 2). Da questa nuova altezza, la lettura - e dunque la conoscenza - si manifesta come un processo strettamente legato all’esperienza corporea (Artissima 2021, veduta di allestimento, Hotel Principi Di Piemonte - Foto: Perottino Piva Peir one).
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Chair for the Invigilator - Fondazione Federico Zeri
"Chair for the Invigilator" fa parte del programma Cultura Lituana in Italia 2025–2026. Il programma Cultura Lituana in Italia 2025–2026 è realizzato dall'Istituto Lituano di Cultura e dall'Ambasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica Italiana. L’intervento è visitabile giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 febbraio 2026 dalle ore 10.00 alle 19.00, sabato 7 febbraio 2026 dalle ore 10.00 alle 23.00. La mostra prosegue fino al 27 febbraio 2026 (Foto: Antonio Cesari).
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nimiia cétiï - Jenna Sutela, "nimiia cétiï", 2018, video still
Nell’opera nimiia cétiï è l’incontro tra batteri e intelligenza artificiale a essere indagato. Jenna Sutela (Turku, 1983), artista che esplora le possibilità della collaborazione tra natura e tecnologia, in questo lavoro chiede ai sistemi AI di tradurre il movimento dei microrganismi in suoni e segni, dando vita a una possibile lingua marziana.
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nimiia cétiï - Jenna Sutela
Ispirandosi alla fantascienza, l’artista immagina che i batteri possano dialogare con altre forme di vita attraverso la mediazione dei computer (Foto: Nadine Fraczkowski).
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nimiia cétiï - Laboratorio didattico del Distretto Navile
Per l’occasione, l’opera viene presentata negli spazi del Laboratorio didattico del Distretto Navile del Centro Laboratori Didattica Chimica CILDIC (via Piero Gobetti 87) in un allestimento immersivo che simula l’hackeraggio dei circuiti dei laboratori da parte di alieni nel tentativo di comunicare con la Terra. Il laboratorio sarà aperto dal 5 all’8 febbraio 2026 dalle ore 10.00 alle 19.00 (Foto: Alessandro Ruggeri).
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To the Best of My Knowledge - Nora Turato
L'esperienza collettiva del flusso incessante di informazioni che caratterizza la contemporaneità è al centro della ricerca di Nora Turato (Zagabria, 1991). L’artista sfrutta la natura effimera, mutevole e performativa del linguaggio per articolare performance, video e opere testuali e grafiche in cui la parola diventa materia plastica, sonora e concettuale (Foto: El Hardwick).
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To the Best of My Knowledge - Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna
Per gli spazi dell’Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna (via Zamboni 33) Turato realizza la nuova commissione site-specific "To the Best of My Knowledge" (2026), articolata in una performance e in un intervento audio ambientale. Al centro del progetto c’è il concetto di “grounding” - letteralmente radicare, toccare terra - inteso come un ritorno all’esperienza sensibile, incarnata ed erotica del sapere e del linguaggio (Foto: Antonio Cesari).
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To the Best of My Knowledge - Nora Turato, Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna
Usato anche nell’ambito dell’intelligenza artificiale per indicare la verifica e l’ancoraggio delle informazioni al reale, il termine assume qui una valenza più esperienziale che cognitiva: un invito a riconnettersi al presente, al qui e ora dell’esperienza corporea e relazionale della comunicazione. La durational performance si svolge dal 5 all’8 febbraio dalle 16.30 alle 18.30, con accesso libero fino a esaurimento posti. Il progetto è visitabile negli orari di apertura: giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 febbraio dalle 10 alle 19, sabato 7 febbraio dalle 10 alle 23 (Foto: Antonio Cesari).
"Gli interventi artistici del progetto 'Il corpo della lingua' ci mostrano quanto la creazione e la trasmissione del sapere siano inevitabilmente esperienze fisiche e concrete, radicate nella nostra umanità", commenta il Rettore Giovanni Molari. "E ci offrono nuove occasioni di riflessione sui meccanismi dei processi educativi e sulla natura dei luoghi della formazione: sarà un'occasione unica per scoprire un volto nuovo dell'Università di Bologna".
Nata nella data simbolica del 1088, l’Alma Mater Studiorum è da sempre un punto di riferimento culturale, politico e civile per la città di Bologna. La sua storia è profondamente intrecciata a quella del tessuto urbano: distribuita nel Medioevo e nel Rinascimento tra case dei docenti, spazi religiosi ed edifici pubblici, trova una prima sede ufficiale nel 1563 all’Archiginnasio, per poi trasferirsi a Palazzo Poggi nel 1803. Da allora, l’Università ha progressivamente ampliato la propria presenza, contribuendo in modo decisivo alla trasformazione del volto della città.
Come da tradizione, le sedi dello Special Program non sono semplici contenitori ma dispositivi narrativi che danno forma al tema dell’edizione: la conoscenza e la sua trasmissione. In questo senso ART CITY Bologna 2026 esplora la formazione e l’insegnamento come esperienze radicate in un universo fisiologico e sensibile, oltre la loro consueta dimensione astratta e teoretica. Ed è a partire da queste premesse che nasce il titolo del progetto, "Il corpo della lingua", ispirato all’omonimo testo di Giorgio Agamben, in cui il filosofo delinea una vera e propria anatomia del linguaggio: non un concetto statico, ma un corpo vivo, “in fuga non si sa verso dove, ma certo fuori da ogni identità grammaticale e da ogni lessico definitivo”. Per Agamben, il linguaggio - come il sapere - prende forma nella voce, nei gesti, nella relazione con l’altro. Ripensare il corpo significa quindi ripensare anche la conoscenza e le sue modalità di trasmissione.
"'Il corpo della lingua' attraversa i luoghi dell'Università a partire dalle corporeità che li abitano: presenze umane e non umane, dispositivi tecnologici, infrastrutture discorsive e affettive", conferma Caterina Molteni, curatrice dello Special Program. "Alla luce delle riflessioni post-umane e post-identitarie che caratterizzano il dibattito contemporaneo, ripensare la conoscenza come processo materico e relazionale, significa partire dalla porosità dei confini che ridefiniscono l'umano e dalle forme linguistiche instabili che essa genera. ART CITY Bologna 2026 invita a riscoprire un sapere vivo e appassionato: quello che pulsa nel desiderio di trovare parole capaci di abitare e muovere i nostri corpi".