Una rappresentanza dell'Ateneo, guidata dalla Prorettrice Vicaria Simona Tondelli, in questi giorni è impegnata a EXPO 2025 Osaka, l'esposizione universale che si tiene in Giappone fino al 13 ottobre, con al centro il tema "Progettare la società futura per le nostre vite".
Tra le iniziative in programma, un’edizione internazionale speciale di LaBo2030, in diretta dal Giappone. Per la prima volta, quattro team di studenti (due italiani e due giapponesi) si confronteranno in lingua inglese su due tematiche cruciali: mobilità sostenibile e sostenibilità alimentare.
L’appuntamento si terrà giovedì 25 settembre, proprio nella giornata che celebra il decimo anniversario dell’adozione dell’Agenda 2030 da parte dell’Assemblea Generale dell’Onu. Si svolgerà in diretta streaming tra Osaka e Bologna dove la partecipazione sarà possibile solo in presenza, presso l’Aula 1 del plesso Unione dell’Università di Bologna (via Azzo Gardino, 33 - Bologna), a partire dalle ore 8.00. L’incontro metterà in dialogo classi italiane e giapponesi: IIS Belluzzi Fioravanti (Bologna) – vincitore dell’edizione 2024 di LaBo2030; IIS Ettore Majorana (San Lazzaro di Savena) – menzione speciale 2024 per l’originalità della proposta; Kokusai Assumption School (Osaka) – due classi partecipanti.
Le attività sono il frutto di un percorso formativo iniziato in primavera, guidato dai gruppi di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali - DICAM e del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari - DISTAL, che hanno supportato gli studenti nello sviluppo di proposte progettuali, riflessioni e buone pratiche. L’iniziativa si inserisce nel progetto PENTRER promosso dalle università emiliane - Università di Bologna, Ferrara, Parma, Modena e Reggio Emilia - e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna.
Oltre al dibattito con le scuole, l’Università di Bologna sarà presente all’EXPO con un’installazione video con quiz interattivi sui cambiamenti climatici e il coinvolgimento giovanile; una presentazione di pitch scientifici a cura dei dottorandi coinvolti, che racconteranno i propri progetti di ricerca in forma accessibile e coinvolgente per il pubblico internazionale.
Oltre al dibattito con le scuole, l’Università di Bologna è presente all’EXPO con un’installazione video con quiz interattivi sui cambiamenti climatici e il coinvolgimento giovanile, e una presentazione di pitch scientifici a cura dei dottorandi coinvolti, che raccontano i propri progetti di ricerca in forma accessibile e coinvolgente per il pubblico internazionale.
Touch screen, video immersivi e installazioni sensoriali invitano a riflettere su come i gesti quotidiani – dall’energia alla mobilità – possano trasformarsi in scelte collettive per il pianeta. E tra questi, sul maxi schermo della sala, è stato proiettato il cortometraggio “The Girl and the Moth”, ispirato al percorso di dottorato di Maila Cicero, PhD in Scienze della Terra, della Vita e dell’Ambiente. Il film racconta, attraverso un linguaggio poetico e visivo, il legame fragile ma profondo tra l’essere umano e gli insetti notturni — simbolo di resilienza e trasformazione. Le immagini della ragazza che dialoga con una falena, interrogandosi su quante specie stiano scomparendo, silenziose, a causa del cambiamento climatico, hanno catturato il pubblico giapponese, diventando metafora del rapporto tra scienza ed emozione, ricerca e meraviglia.
I giorni a Osaka sono stati l'occasione per la firma di una lettera di intenti tra Ateneo, IRCCS - Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna e University of Tsukuba Hospital, con l'obiettivo di realizzare attività di ricerca nel campo della Medicina di Precisione, in particolare riguardanti gli aspetti clinici della biologia molecolare applicata all’assistenza diretta del paziente (prevenzione, diagnosi, sviluppo di farmaci e trattamenti).
La Prorettrice Vicaria, Simona Tondelli, ha inoltre portato i saluti istituzionali di Ateneo all’evento "United Nations University on AI and the impact of AI on the future of our societies", ribadendo l'importanza della collaborazione internazionale di fronte a una delle sfide più decisive del nostro tempo, e cioè comprendere e governare l’impatto dell’intelligenza artificiale sul futuro delle nostre società.
“La collaborazione tra l’Università di Bologna e l’Università delle Nazioni Unite – ha affermato la Vicaria Tondelli - rappresenta un laboratorio unico di conoscenza e responsabilità condivisa: unire le competenze accademiche e scientifiche dell’Alma Mater con la missione globale della Università delle Nazioni Unite significa usare la potenza dei big data e dell’intelligenza artificiale per affrontare le trasformazioni dell’habitat umano — cambiamenti climatici, migrazioni, urbanizzazione — e rispondere con soluzioni che riflettono le diverse esigenze delle nazioni, inclusi i Paesi del Global South”.
Credits Foto EXPO OSAKA: Regione Emilia - Romagna