Unibo Magazine

Dopo il successo della XXI Conferenza annuale della rete europea EOE (European Outdoor Education) dell'aprile scorso, Rimini torna a essere la capitale dell’educazione attiva. Dal 20 al 22 febbraio 2026 si terrà il convegno nazionale dal titolo: "Educazione attiva all'aperto: quale futuro?".

L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita e dal Centro Ippogrifo, con il patrocinio del Comune di Rimini, si pone l’obiettivo di strutturare un dialogo permanente tra chi opera e ricerca nel campo dell’outdoor education in Italia.

Il convegno nasce come naturale evoluzione dell’esperienza maturata nel 2025, quando Rimini ha ospitato la prima edizione mediterranea della rete EOE dopo vent’anni di storia nel Nord Europa. Quell'evento ha segnato un punto di svolta geopolitico, evidenziando la necessità di declinare le pratiche educative all'aperto secondo le specificità dei contesti locali italiani e mediterranei.

"L'esigenza di questo incontro – spiegano gli organizzatori – emerge dalla forte volontà di ricercatori e professionisti di area italiana, della Spagna e del Canton Ticino, di creare uno spazio di confronto condiviso che sappia unire la teoria alla pratica”.

In un contesto segnato da cambiamenti climatici, migrazioni globali, politiche neoliberiste e crescenti disuguaglianze nella distribuzione delle risorse e dei benefici tecnologici, l’educazione è chiamata a ripensare i propri paradigmi. L’educazione all’aperto si propone come uno spazio privilegiato per riflettere sui nostri stili di vita, sulle relazioni con i territori e sulle possibilità di promuovere uno sviluppo più equo, sostenibile e responsabile.

Il convegno si configura quindi come un’occasione di confronto, formazione e progettazione condivisa, rivolta a ricercatori, educatori, insegnanti, operatori e decisori interessati a innovare le pratiche educative in risposta alle sfide della società contemporanea.

Il programma, che si articolerà attraverso sessioni di confronto frontale e incontri strutturati, è stato curato da un comitato scientifico e organizzatore composto da Biagio Belmonte, Alessandro Bortolotti, Ginevra De Amicis, Elena Diana, Tommaso Reato e Mariagrazia Squadrani.