Il risultato è un processo termochimico integrato - chiamato Thermo-Catalytic Reforming (TCR®) - in grado di convertire le biomasse residuali in biocarburanti avanzati, carburanti sintetici e biochar, un materiale ricco di carbonio che può essere utilizzato come ammendante nei suoli agricoli.
Il sistema può essere utilizzato con diverse tipologie di biomassa, tra cui digestato, letame, legname di scarto e residui di potatura per generare tre prodotti principali: biochar, TCR-Oil e TCR-Gas.
Il TCR-Oil è un biocarburante intermedio che può essere utilizzato direttamente come carburante marittimo o ulteriormente valorizzato per ottenere carburanti per il trasporto. Allo stesso tempo, l’idrogeno generato nel processo viene recuperato dal TCR-Gas, mentre il gas residuo viene bruciato in un’unità di combustione.
In questo modo si produce calore, che viene utilizzato per supportare sia l’essiccazione della biomassa che lo stesso processo TCR. E attraverso un processo bio-elettrochimico che converte l'anidride carbonica generata dal sistema, si produce anche metano rinnovabile. Non solo: le sperimentazioni hanno dimostrato una produzione stabile di metano anche utilizzando flussi di CO₂ di origine industriale, evidenziando il potenziale della soluzione per future applicazioni operative.
Poi c’è il biochar, che immagazzinando in modo stabile carbonio proveniente dall’atmosfera, contribuisce in modo significativo alla riduzione delle emissioni. Le attività di ricerca hanno dimostrato infatti che il biochar prodotto dal sistema soddisfa i requisiti della normativa europea sui fertilizzanti e può contribuire al ritorno nel suolo di nutrienti come fosforo e potassio. Inoltre, è stato verificato che il suo utilizzo può essere certificato come attività di rimozione del carbonio nell'ambito del nuovo quadro normativo europeo dedicato al carbon farming e alle carbon removals.
L'Università di Bologna, oltre al coordinamento dell'intero progetto, ha guidato le attività di valutazione della sostenibilità ambientale, economica e sociale e l'analisi dei quadri normativi che regolano le tecnologie, i prodotti e le materie prime coinvolte. Questo lavoro ha permesso di individuare le principali opportunità e le barriere che dovranno essere affrontate per favorire una futura diffusione delle soluzioni sviluppate. Insieme all’Alma Mater partecipano: Fraunhofer UMSICHT, Leitat, l’Università Tecnica della Slesia, l’Istituto Ithaka, REACH Innovation e WRG Europe.