Lo studio, del resto, è nato nell'ambito di una collaborazione tra università e impresa finanziata dal PNRR, con l'obiettivo di sviluppare nuove tecnologie per la transizione sostenibile dell'industria tessile. E i ricercatori sono già al lavoro per mettere a punto i prossimi passi.
"Stiamo già lavorando alla fase successiva: sviluppare processi tintori industriali nei quali i pigmenti microbici vengano impiegati direttamente per colorare i tessuti, sia sotto forma di estratti in polvere sia come bagni tintori", dice Andrea Nicolò Dell'Acqua, ricercatore all'Università di Bologna e primo autore dello studio. "Il nostro obiettivo è costruire un processo completamente circolare, in cui gli scarti diventano materia prima e i batteri producono colori naturali destinati ai tessuti del futuro".
Coordinato dall'Unità di Scienze e Biotecnologie dei Microbiomi dell'Università di Bologna (Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie), il lavoro di ricerca è stato realizzato insieme a ITENE Research Centre (Valencia, Spagna), all'Università Politecnica delle Marche e a C.P. Company, storico marchio italiano dell'abbigliamento tecnico nato a Bologna.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers in Microbiology con il titolo "Isolation and characterization of novel microorganisms producing natural compounds of possible industrial interest: an integrated genomic and metabolomic approach". Per l'Università di Bologna hanno partecipato Andrea Nicolò Dell’Acqua, Giorgia Palladino, Simone Rampelli, Daniela Leuzzi, Daniel Scicchitano e Marco Candela del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie, insieme a Arianna Mancuso e Stefano Goffredo del Fano Marine Center, Emanuele Porru del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, e Jessica Fiori del Dipartimento di Chimica "Giacomo Ciamician".