In un arcipelago insulare, fragile e straordinariamente ricco dal punto di vista ambientale come le Seychelles, i temi della produzione alimentare, della conservazione della natura e dell’adattamento ai cambiamenti climatici non sono questioni astratte, ma realtà quotidiane. Qui la sostenibilità si misura nel rapporto concreto tra territorio, risorse, comunità e biodiversità.
E proprio alle Seychelles, l'Università di Bologna è attiva con il progetto Erasmus+ GreenTraINT - Green Training INTernational Program, che coinvolge una rete di partner internazionali impegnati nella costruzione di nuovi percorsi formativi per rispondere ad alcune delle sfide più urgenti del nostro tempo: sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale, resilienza climatica, tutela degli ecosistemi e sviluppo di competenze professionali verdi.
Avviato nel novembre del 2024, GreenTraINT è oggi in piena attività e quest'estate ha realizzato un momento di formazione al Seychelles Institute of Agriculture and Horticulture. Studenti, docenti, ricercatori e professionisti internazionali e locali hanno condiviso conoscenza scientifica e pratica, dimensione internazionale e radicamento nei territori, formazione accademica e apprendimento attraverso l’osservazione diretta.
"GreenTraINT non rappresenta soltanto un progetto di formazione, ma un modello di dialogo tra università, istituzioni, ricerca e territori", dice Paola Mattarelli, professoressa al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, che coordina il progetto. "La cooperazione internazionale diventa qui una pratica concreta: non semplice trasferimento di conoscenze, ma costruzione condivisa di competenze, ascolto reciproco, confronto tra prospettive diverse".
L'iniziativa ha approfondito - nel contesto concreto delle Seychelles - i temi dell'agricoltura sostenibile, dell’allevamento responsabile, della conservazione delle aree naturali e della biodiversità, delle relazioni tra salute degli ecosistemi e benessere delle comunità. Non solo con lezioni e approfondimenti teorici, ma anche con attività sul campo, laboratori, visite e momenti di confronto diretto con il contesto locale.
"Formare nuove competenze verdi significa preparare professionisti in grado di leggere la complessità", aggiunge Mattarelli. "Perché produzione alimentare e tutela della biodiversità non possono essere pensate separatamente, perché sviluppo e conservazione devono dialogare e perché ogni scelta ambientale riguarda anche le comunità umane".