Il consumo di cereali e legumi è in linea con la presenza di pratiche agricole diversificate già note tra le antiche popolazioni italiane. L'aspetto danneggiato di alcuni granuli di amido rinvenuti nel tartaro dentale potrebbe inoltre suggerire attività di lavorazione alimentare come la cottura o la macinazione dei semi. La presenza di carie in alcuni dei denti analizzati suggerisce poi un'assunzione regolare di carboidrati.
Oltre a questi elementi, nei denti di tre individui vissuti a Pontecagnano sono state ritrovate molte spore di saccaromiceti, lieviti associati ai processi di fermentazione. La loro abbondanza nel campione di tartaro analizzato potrebbe quindi indicare il consumo regolare di cibi o bevande fermentate.
“Questi risultati vanno letti nel contesto delle più ampie trasformazioni socio-culturali che avvennero nel periodo Orientalizzante, quando l'intensificazione agricola e i crescenti contatti con il mondo mediterraneo contribuirono a modificare la disponibilità di risorse e le abitudini alimentari”, dice in conclusione Carmen Esposito, assegnista di ricerca al Dipartimento di Beni Culturali dell'Alma Mater, tra gli autori dello studio. “I risultati che abbiamo ottenuto ci permettono quindi di delineare un quadro più ampio delle strategie di adattamento bioculturale nell’Italia preromana e delle trasformazioni delle società mediterranee dell'epoca”.
Lo studio è stato pubblicato su PLOS One con il titolo “Health and lifestyle in the Iron Age Italian community of Pontecagnano (Campania, Italy, 7th-6th century BCE)”. Per l’Università di Bologna hanno partecipato Owen Alexander Higgins e Carmen Esposito, entrambi del Dipartimento di Beni Culturali.